Spalletti in conferenza: "Stiamo prendendo atto dell'atteggiamento da tenere"

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di Edoardo Masi
Di seguito un estratto completo delle parole di Luciano Spalletti durante la conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Napoli

Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Napoli. Noi, come Bianconeranews, abbiamo seguito la diretta e riportiamo le parole del tecnico toscano in risposta alle domande che gli hanno posto i giornalisti presenti in sala stampa:

Alla vigilia del compleanno della Juve, che cosa le augura? Di vedere i pensieri e le speranze dei suoi tifosi. Di vedere tutte quelle cose che i tifosi meritano di avere a disposizione e che abbia più voglia degli altri. Questo è l'unico modo che portano a vincere le partite.

Ci sarà un po' più di imprevidibilità in attacco? Sicuramente ci vuole una squadra che abbia un equilibrio perchè giocheremo una partita difficilissima che ci impegnerà in tutte le fasi di gioco. Non ci sarà tempo per individuare in quale spazio si possa decidere le sorti della gara. Non ci sarà tempo per le riunioni di squadra nelle quali parlare di cosa fare. Ci vorrà dinamismo in campo. Tutti i calciatori sono utili. Anche chi non gioca la partita ed entra dall'inizio danno uno spunto piuttosto di un altro.

Il gruppo e lei, siete più feriti o arrabbiati? Siamo in presa d'atto di quello che deve essere l'atteggiamento deciso e risoluto di andare a fare qualcosa di diverso rispetto a quello che si è fatto nell'ultima partita. Ci vuole qualcosa che sia infrangibile. I muscoli possono calare, alla testa non è permesso. E' da lì che si ricreano i presupposti per poter ribaltare qualsiasi momento duro di vita.

Che cosa gli resta da questo primo anno alla Juve? Che attualmente non siamo soddisfatti di cosa abbiamo fatto, di ciò che si è creato, di ciò che è successo ma che adesso siamo concentrati sull'obiettivo di ricreare la nostra Juventus. Dobbiamo riconquistare il rispetto che in molti ci hanno tolto senza toglierlo a nesusno.

In questa Juve c'è qualcuno dal punto di vista caratteriale che è come De Rossi era alla Roma? Anche se adesos non lo ho penso che il paragone sia facile. Sicuramente è Locatelli. Ma penso di averne anche altri. McKennie per esempio lo vedo molto vicino al mio modo di vedere le cose. Adesso è chiaro che devo fare delle scelte sul 50% della rosa totale, però si, ce ne sono tanti di calciatori che possono sposare le "voglie matte" di un allenatore.

Ha mai vissuto questa situazione che sta vivendo nel corso della sua carriera? Si, ci sono già passato da diverse parti, quasi da tutte le parti. Poi ho avuto la fortuna di allenare squadre che hanno lottato per dei primati, altre in cui sono stato chiamato per toglierle dalle difficoltà della classifica. Per me la categoria non fa differenza, è chiaro però che ci siano risonanze diverse. Alla Juve, davanti a 8 milioni di tifosi, ti ritrovi tutto in qualsiasi angolo in cui tu vai a cercare per fare una vita normale. L'ho rivissuta e penso che non sarà nemmeno l'ultima, nel calcio succede così.

Cosa lo ha convinto ad andare in ritiro e che cosa pensa che otterrà da questo? E cosa ne pensa di quanto fatto da Carnevali? Continuo a credere che quando le cose vanno bene il ritiro sia controproducente. Quando invece vanno male penso che può essere utile per stare insieme e riflettere in compagnia del gruppo. Succede che quando sono poco felice di ciò che attraverso nella mia vita privata, sono devoto a stare con la famiglia e i miei cani per vivermela meglio. In questo momento, nel calcio, è lo stesso modo. Questi calciatori amano condividere delle giornate, stanno bene insieme, sono amici e penso che questo clima possa dare lo stimolo per ritrovare il coinvolgimento emotivo che poi ti porta l'autorità silenziosa che poi determina di ottenere il rispetto dalle altre persone. Carnevali è stato perfetto e chiarissimo.

Cosa intende per "fare qualcosa di differente"? Se facciamo sempre le stesse cose realizziamo quello che abbiamo già realizzato. FAre cose nuove ci permette di trovare nuove strade. Magari se lo stesso percorso viene fatto di corsa piuttosto che di passo, oppure in silenzio piuttosto che canticchiando, le cose cambiano. Serve per vedere se percorrendo una via diversa si riesce ad avere qualcosa di più. Inoltre è sempre meglio tentare di vedere la luce in fondo ad un problema piuttosto di nascondersi al buio.

In questi giorni hai percepito la fiducia della società? Pensi che il tuo futuro sia legato ai risultati? Dal punto di vista mio non ho bisogno di tante cose o di essere ovattato. Come ho detto prima sono abituato a momenti vissuti nella mia carriera carichi di incredibili momenti di difficoltà, per cui non sento necessità di niente se non di una reazione della squadra che io devo riuscire a fargli trovare. Non chiedo cose impossibili ai miei calciatori, solo cose che hanno nelle loro possibilità ed ho voglia di vincere le partite. Se qualcuno pensa che io arretri di un pezzettino a quello che deve essere il mio lavoro gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso, qualsiasi siano i risultati da qui in avanti.