La soluzione ai problemi della Juve di Spalletti non è il doppio centravanti
Spalletti aveva accontentato chi voleva una Juve con Woltemade e Kolo Muani contemporaneamente. Verdetto: esperimento da rivedere, per essere buoni. Ci sono altri problemi che attanagliano la squadra, in realtà i soliti. Intanto la scarsa finalizzazione rispetto ad alcune occasioni oggettivamente da trasformare in gol. Poi le disattenzioni in occasione delle reti incassate, ormai una pericolosa e preoccupante costante. La necessità di prendere schiaffi per innescare la reazione è la sintesi di tutto. Così è difficile pensare all'inversione di un trend preoccupante, soprattutto per quanto riguarda il campionato.
Tornando al doppio centravanti tanto invocato da chi racconta la Juve e anche da qualche tifoso, Woltemade promosso, non Kolo Muani. Il tedesco, fermo restando il rigore trasformato, è stato il migliore in campo. Si è mosso molto bene, lottando su ogni pallone. Un cioccolatino l'assist per il vantaggio di Celik, anche lui tra i più positivi. Proprio quel gesto tecnico, conferma le caratteristiche da 9 e mezzo dell'ex Stoccarda. Bocciato invece Kolo Muani, forse una delle sue prestazioni peggiori in questa esperienza bis con la Juve. Tanti errori e confusione, mai in grado di battere a rete. In sintesi, la somma di due mezzi centravanti (considerate le loro caratteristiche) non è detto ne faccia uno vero, anzi. Può essere una soluzione in corso d'opera per rimediare un risultato, non dall'inizio. Almeno per Spalletti: l'ex ct ha utilizzato un modulo che prevedesse questa ipotesi solo in qualche gara della Nazionale.
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