Spalletti e quella vecchia investitura: Chiesa può davvero tornare utile alla Juventus?
Le parole di Federico Chiesa hanno inevitabilmente riacceso il dibattito tra i tifosi della Juventus. L'esterno offensivo del Liverpool, nell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, non ha nascosto il proprio legame con il mondo bianconero, arrivando ad affermare che tornerebbe volentieri a Torino e che, per sua stessa ammissione, non avrebbe mai voluto lasciare la Juventus.
Parole che hanno inevitabilmente riportato alla mente quanto accaduto nell'estate del 2024, quando l'allora direttore sportivo Cristiano Giuntoli e Thiago Motta gli comunicarono che non sarebbe rientrato nel progetto tecnico della nuova Juventus. Da lì la scelta di trasferirsi al Liverpool, dove però la sua avventura non ha avuto lo sviluppo che molti immaginavano.
In Premier League, probabilmente il campionato più competitivo al mondo, Chiesa ha trovato enormi difficoltà a conquistarsi uno spazio da titolare. Tra problemi fisici, concorrenza elevatissima e un sistema di gioco nel quale non è mai riuscito a inserirsi completamente, l'esterno italiano non è riuscito a imporsi. Adesso l'arrivo del nuovo allenatore potrebbe cambiare gli equilibri, ma il suo futuro resta tutto da scrivere.
Tra le possibili destinazioni in caso di ritorno in Italia si è parlato anche del Como, società che sta continuando a crescere e che potrebbe avere interesse ad aumentare la presenza di giocatori formati nel calcio italiano anche in ottica liste UEFA. Le competizioni europee prevedono infatti quote minime di giocatori cresciuti nei vivai nazionali e nei club affiliati alla stessa federazione, un aspetto che molte società stanno valutando con sempre maggiore attenzione nella costruzione delle proprie rose.
Ma il nome che continua a emergere quando si parla di Chiesa resta inevitabilmente quello della Juventus. E non soltanto per motivi emotivi.
Da un punto di vista tecnico e tattico, infatti, il suo profilo potrebbe adattarsi molto bene alle idee di Luciano Spalletti. Non è un mistero che l'allenatore bianconero sia da sempre uno dei più grandi estimatori dell'ex Fiorentina. Fu proprio Spalletti, ai tempi della Nazionale, a definirlo il "Sinner del calcio italiano", una investitura che spiegava perfettamente la fiducia che il tecnico ha sempre riposto nelle sue qualità.
Per Spalletti, Chiesa è sempre stato molto più di un semplice esterno offensivo. Può giocare a destra, a sinistra, attaccare la profondità, partire largo per poi accentrarsi e, all'occorrenza, essere utilizzato anche come falso centravanti in un attacco leggero. Caratteristiche che nel calcio moderno rappresentano un valore aggiunto importante.
Naturalmente bisogna fare i conti con la realtà del mercato. Oggi le priorità della Juventus sembrano essere altre. Il club è chiamato a intervenire soprattutto nel ruolo di portiere e in attacco, dove dopo l'addio di Dusan Vlahovic serviranno almeno due innesti per completare il reparto offensivo a disposizione di Spalletti.
Esiste però uno scenario che potrebbe riaprire concretamente la porta a un ritorno di Chiesa. Molto dipenderà infatti dal futuro di Edon Zhegrova. Il kosovaro era arrivato con l'idea di essere uno di quei giocatori capaci di spaccare le partite a gara in corso grazie alle proprie qualità nell'uno contro uno, ma il suo rendimento è stato troppo discontinuo e inferiore alle aspettative.
Qualora la Juventus decidesse di sacrificare Zhegrova sul mercato, si libererebbe spazio sia dal punto di vista numerico sia da quello tecnico. Ed è proprio in quel momento che il profilo di Chiesa potrebbe tornare d'attualità.
Molto dipenderà dalle condizioni fisiche del giocatore, dalle richieste economiche e dalle strategie della Juventus. Una cosa però appare evidente: l'assist ai bianconeri Chiesa lo ha già servito pubblicamente. E sapendo quanto Spalletti abbia sempre creduto nelle sue qualità, immaginare un nuovo capitolo della storia tra l'esterno azzurro e la Juventus oggi non appare più così impossibile.
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