Valentini a RBN: "Presidenza FIGC, ecco come la penso. Juve padrona del suo destino"
Ospite di Radio Bianconera è stato l'ex dirigente FIGC Antonello Valentini, che è partito dalla candidatura di Giovanni Malagò da parte della Serie A alla presidenza FIGC, che sfiderà per ora Giancarlo Abete, sostenuto dalla LND: "I candidati dovranno presentare un programma, che dovranno discutere con le varie componenti. Il risultato per Malagò è lusinghiero. Per ora è un'indicazione della Lega, Malagò ha detto che dovrà esplorare le altre componenti prima di candidarsi. Dovrà sedersi al tavolo con le altre esponenti per portare poi un programma. Per me sarebbe un ottimo presidente. Ha cultura imprenditoriale, capacità manageriali, cultura sportiva, ma sa che serve un programma condiviso. E Abete fa il suo dovere, chiede la stessa investitura alla LND per discutere da pari a pari con Malagò. Serve un tavolo comune per buttare giù programmi".
"Critiche sulla candidatura di Abete perché visto come 'vecchio'? Ci possono essere nomi diversi ma sono le varie componenti a fare le candidature. Lui non ha nessuna intenzione di fare il presidente, carica dalla quale si dimise da presidente FIGC nel 2014 dopo l'eliminazione dai Mondiali, ma ha il diritto di rappresentare gli interessi dei dilettanti, così come avranno a interesse a presentare i propri rappresentati gli altri. Mi aspetto che l'Assocalciatori nomini uno dei suoi, così come la Serie B e la C, e gli allenatori. Vediamo come evolverà la situazione. L'esito comunque non è scontato. C'è una buona parte dell'ambiente politico che punta al commissariamento. A parte Lotito, che lo ha detto, ci sono posizioni di partiti che vanno in questa direzione. Anche Abodi è più favorevole a un percorso diverso, che porti a un commissario straordinario. Ma oggi non ci sono le condizioni necessarie per questo. Certo, se nessuno raggiungerà il 51%, si potrebbe arrivare al commissario".
E sull'ipotesi commissariamento ha aggiunto: "Questo ha più mano libera, può stendere un programma e proporlo ma deve passarlo sempre alle votazioni delle varie componenti del calcio. Come finirà? Prevedo che ci si metta attorno a un tavolo, senza fughe in avanti da parte di nessuno. La Serie A ha solo il 18% dei voti e dovrà trovare un accordo con gli altri. Cosa fare? Mettere mano ai vivai. Bisogna dare più spazio alla tecnica individuale e meno schemi, chi deve dare queste indicazioni e formulare programmi se non la scuola di Coverciano? Ma cosa è stato fatto negli ultimi anni in questo senso? Poi forse ridurre il campionato a 18 squadre, se non a 16. E poi ripeto, non si può limitare l'uso di stranieri. Con l'attuale legislazione europea non si possono fare certe cose. E poi riformare la giustizia sportiva. Gravina ha tentato di fare la riforma dei campionati, che era nel programma di Tavecchio e non solo, addirittura molto prima, ma non si è mai potuta fare. La Serie A ha bocciato questa proposta. Si parla di ridurre gli organici di Serie C e alzare l'asticella, con i requisiti di iscrizione, per portare le squadre da 60 a 40 e fare solo due gironi".
Infine sulla Juve, Valentini ha ammesso: "Mai come adesso la Juve è padrona del suo destino, merito di Spalletti che ha dato carattere e una nuova impronta a questa squadra. Non aveva Vlahovic e Yildiz, eppure a Bergamo è stata squadra. Ora le sfide contro Bologna e Milan diranno la verità, ma ha tutte le carte in regola per andare in Champions".
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