Senza Yildiz cambia tutto: Spalletti ha già in mente la sorpresa

Senza Yildiz cambia tutto: Spalletti ha già in mente la sorpresaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 22:15Primo piano
di Nerino Stravato

L'infortunio di Kenan Yildiz cambia inevitabilmente i piani della Juventus. Il problema al piede sinistro rimediato contro il Frosinone si è rivelato più serio del previsto e la strada dell'intervento chirurgico resta una possibilità concreta. I tempi di recupero potrebbero essere nell'ordine dei due mesi, ma per conoscere con maggiore precisione la durata dello stop bisognerà attendere gli sviluppi definitivi.

Per Luciano Spalletti è una tegola pesante. Yildiz non è semplicemente un giocatore da sostituire sulla fascia: è il numero 10, il principale riferimento tecnico della squadra e uno degli uomini attraverso i quali l'allenatore aveva immaginato di costruire la nuova Juventus.

Boga, la soluzione più naturale

La prima strada porta inevitabilmente a Jeremie Boga. È il giocatore più pronto per raccogliere una parte dell'eredità di Yildiz e può occupare quella zona del campo mantenendo una struttura offensiva simile.

Boga garantisce esperienza, capacità di saltare l'uomo e soprattutto quella giocata individuale che può diventare importante contro le difese chiuse. Non è però un clone di Yildiz e proprio questo rappresenta il primo problema da risolvere per Spalletti: non si può pensare di sostituire il turco semplicemente con un altro giocatore nello stesso ruolo.

La sua assenza può invece diventare l'occasione per modificare, almeno in alcune partite, il modo di attaccare della Juventus.

Alajbegovic, il talento che può prendersi spazio

L'altra soluzione porta a Kerim Alajbegovic, uno dei giovani sui quali la Juventus ha investito maggiormente in estate. Il bosniaco è ancora molto giovane, ma possiede una caratteristica che può tornare particolarmente utile: è un giocatore ambidestro e può essere utilizzato sia a destra sia a sinistra.

È una soluzione più rischiosa rispetto a Boga, perché significa affidare una responsabilità importante a un ragazzo che deve ancora ambientarsi nel calcio italiano. Ma proprio per questo potrebbe rappresentare una delle sorprese della prossima fase della stagione.

Nico Gonzalez, se resta c'è un'altra carta

Poi c'è una possibilità che dipenderà soprattutto dagli ultimi giorni di mercato: Nico Gonzalez. L'argentino è ancora considerato sul mercato dalla Juventus, ma le parole di Spalletti hanno lasciato intendere che l'allenatore non disdegnerebbe affatto la possibilità di ritrovarselo in rosa. Anzi, dopo aver ammesso di averlo visto ancora poco, il tecnico ha lasciato aperta la porta alla sua permanenza e alla possibilità di valutarlo meglio.

Se Nico dovesse rimanere a Torino, diventerebbe automaticamente un'altra alternativa credibile per la posizione lasciata libera da Yildiz. Ha esperienza, qualità tecnica, capacità di giocare sull'esterno e di accentrarsi, oltre a una maggiore conoscenza del campionato italiano rispetto ad Alajbegovic. Non sarebbe un sostituto naturale del numero 10, ma potrebbe offrire a Spalletti una soluzione diversa e già pronta per affrontare partite di livello.

Per questo, anche il futuro di Nico Gonzalez può intrecciarsi con l'emergenza Yildiz: se resterà, la Juventus avrà un'opzione in più; se partirà, Spalletti dovrà necessariamente affidarsi maggiormente alle altre soluzioni.

Ma Spalletti potrebbe non cercare un nuovo Yildiz

Ed è qui che la situazione diventa tatticamente interessante.

Spalletti ha già mostrato in precampionato di non essere necessariamente legato a una sola soluzione. Contro il Frosinone, per esempio, ha utilizzato Çelik a sinistra con il piede invertito, una scelta che ha permesso al turco di stringere dentro al campo e diventare, in alcune situazioni, quasi un centrocampista offensivo aggiunto.

La soluzione ha prodotto anche un'occasione enorme per Conceição: Çelik ha ricevuto internamente e ha trovato il portoghese con una giocata che lo ha mandato praticamente a tu per tu con il portiere.

Perché non riproporla, quindi, in alcune partite senza Yildiz?

È una possibilità concreta soprattutto se Spalletti decidesse di utilizzare la panchina come arma. Invece di cercare per novanta minuti un sostituto diretto del numero 10, l'allenatore potrebbe partire con una struttura differente e conservare Boga e Alajbegovic come giocatori capaci di cambiare la partita nella ripresa.

La sorpresa: Cambiaso più alto

Ed è qui che può entrare in gioco Andrea Cambiaso.

Contro il Frosinone è partito dalla panchina, entrando successivamente al posto di Çelik. Ma il suo profilo permette a Spalletti di immaginare anche una soluzione più offensiva: Cambiaso alto, con un altro giocatore alle sue spalle.

Non sarebbe una novità assoluta. Cambiaso ha già dimostrato di poter interpretare una posizione più avanzata e possiede caratteristiche particolarmente adatte a questo tipo di soluzione: corsa, intelligenza tattica, capacità di occupare gli spazi e disponibilità a muoversi dentro al campo.

Ma c'è un dettaglio che potrebbe rendere questa soluzione ancora più interessante. Cambiaso nasce terzino e questa sua predisposizione naturale alla fase difensiva può permettere a Spalletti di chiedergli qualcosa di diverso rispetto a Boga o Alajbegovic.

In alcune partite, infatti, l'allenatore potrebbe avere bisogno di mantenere una maggiore copertura preventiva senza rinunciare alla possibilità di creare superiorità offensiva. In questo scenario Cambiaso potrebbe giocare più alto, mentre Çelik potrebbe stringere dentro al campo come già visto a Frosinone, con Cambiaso pronto a leggere la situazione e abbassarsi rapidamente per garantire equilibrio.

La presenza di un giocatore con caratteristiche difensive naturali potrebbe quindi consentire a Spalletti di utilizzare maggiormente la soluzione del terzino a piede invertito, creando una sorta di equilibrio tra l'inserimento interno di Çelik e la capacità di Cambiaso di garantire copertura alle sue spalle.

È una soluzione che potrebbe diventare particolarmente utile contro avversari capaci di creare pericoli nelle transizioni, oppure nelle partite nelle quali la Juventus avrà bisogno di maggiore equilibrio senza rinunciare a un giocatore offensivo in più.

Due mesi per cambiare, non soltanto per sostituire

È probabilmente questo il punto centrale dell'emergenza Yildiz. La Juventus perde il proprio numero 10 nel momento in cui la stagione è appena cominciata, ma Spalletti può trasformare il problema in un'occasione per sperimentare.

Boga rappresenta la soluzione più immediata. Alajbegovic quella più giovane e imprevedibile. Cambiaso alto, invece, può essere la soluzione tattica capace di cambiare completamente la struttura della squadra, soprattutto grazie alla sua capacità di garantire un contributo difensivo maggiore rispetto a un esterno offensivo puro.

E poi c'è la possibilità di riproporre Çelik a sinistra a piede invertito, soluzione che ha già dato segnali interessanti e che permette di creare superiorità dentro al campo.

Non esiste, naturalmente, un giocatore capace di sostituire Yildiz in tutto e per tutto. La vera sfida di Spalletti sarà quindi un'altra: fare in modo che l'assenza del numero 10 non significhi automaticamente perdere tutte le caratteristiche che rendevano imprevedibile la Juventus.

La Juventus senza il suo numero 10

La sensazione è che nei prossimi due mesi vedremo quindi una Juventus leggermente diversa. Boga e Alajbegovic avranno l'occasione di conquistare spazio e responsabilità, ma Spalletti potrebbe anche utilizzare l'emergenza per costruire soluzioni nuove.

Perché se Yildiz dovesse davvero restare fuori per un periodo così lungo, aspettare semplicemente il suo ritorno sarebbe troppo semplice. La Juventus dovrà trovare un modo per andare avanti senza il giocatore che, soltanto pochi giorni fa, Spalletti aveva definito intoccabile anche davanti a offerte enormi.

Il numero 10 tornerà. Nel frattempo, però, la Juventus dovrà scoprire se esiste una soluzione capace di non farlo rimpiangere troppo.