Yildiz, dalle lacrime alla rinascita: adesso deve riportare in alto la Juventus

Yildiz, dalle lacrime alla rinascita: adesso deve riportare in alto la JuventusTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 22:30Primo piano
di Nerino Stravato

Le immagini stanno facendo il giro del mondo. Kenan Yildiz seduto sul terreno di gioco, lo sguardo perso nel vuoto, le mani sul volto e tutta la delusione di chi vede sfumare un sogno inseguito per anni. La Turchia è fuori dal Mondiale 2026 con una giornata d'anticipo e il talento della Juventus è diventato il simbolo di una nazionale che si presentava alla competizione con grandi aspettative e che invece ha clamorosamente fallito l'obiettivo.

Dopo ventiquattro anni di attesa, il ritorno della Turchia al Mondiale avrebbe dovuto rappresentare una festa. Una nazionale giovane, ricca di qualità e guidata da un tecnico italiano come Vincenzo Montella sembrava avere tutte le carte in regola per essere una delle sorprese del torneo. Invece sono arrivate due sconfitte, zero gol segnati e un'eliminazione che fa male.

Fa male soprattutto a Yildiz, uno dei volti più rappresentativi di questa generazione. Nella prima partita contro l'Australia è entrato soltanto nella ripresa, cercando senza successo di cambiare l'inerzia dell'incontro. Contro il Paraguay, invece, Montella gli ha affidato le chiavi della squadra fin dal primo minuto. Il numero 10 della Juventus ha risposto con una prova generosa, restando in campo per tutta la partita e provando più volte ad accendere una Turchia che, nonostante oltre un tempo giocato in superiorità numerica, non è riuscita a evitare la sconfitta.

Eppure chi ha osservato attentamente queste due gare ha avuto la sensazione di vedere un Yildiz diverso da quello ammirato nei momenti migliori della stagione. Volenteroso, coinvolto, tecnicamente sempre sopra la media, ma meno brillante dal punto di vista fisico. Meno esplosivo negli strappi, meno incisivo nell'uno contro uno, meno capace di accendere la partita con una singola giocata.

Non è un caso. Il finale della stagione con la Juventus era stato condizionato da alcuni problemi fisici che ne avevano limitato la condizione e probabilmente anche il Mondiale è arrivato in un momento in cui il talento turco non era ancora al cento per cento della forma.

Per questo motivo, oltre alla delusione, c'è anche un insegnamento che Yildiz dovrà portarsi dietro da questa esperienza. Le grandi carriere non si costruiscono soltanto attraverso le vittorie. Spesso sono proprio le sconfitte a lasciare i segni più profondi e a contribuire alla crescita di un campione.

In fondo non è la prima volta che il numero 10 bianconero si ritrova davanti a una delusione difficile da digerire. Lo stesso sguardo perso nel vuoto si era visto dopo la sconfitta contro la Fiorentina, quella che di fatto aveva compromesso la corsa della Juventus verso la qualificazione in Champions League. Anche allora Yildiz era rimasto a lungo sul terreno di gioco, quasi incredulo davanti a un obiettivo che stava sfuggendo.

Adesso dovrà fare quello che i grandi giocatori imparano a fare nel corso della propria carriera: trasformare la delusione in energia. Recuperare completamente la condizione fisica, staccare mentalmente dopo una stagione lunga e intensa e presentarsi ai nastri di partenza della prossima annata con ancora più fame.

La Juventus ripartirà anche da lui. Luciano Spalletti lo considera uno dei punti fermi del nuovo progetto bianconero e gran parte delle ambizioni della squadra passeranno inevitabilmente dai piedi del talento turco. L'obiettivo sarà riportare la Juventus ai vertici del calcio italiano ed europeo, mentre con la nazionale Yildiz dovrà provare a guidare la Turchia verso il prossimo Europeo, con la speranza di cancellare il ricordo di un Mondiale che avrebbe dovuto rappresentare una consacrazione e che invece si è trasformato in una dolorosa lezione.

A ventuno anni, però, il tempo è tutto dalla sua parte. E spesso il confine tra una delusione che ti abbatte e una che ti rende più forte è rappresentato da come si reagisce. Le lacrime di oggi possono diventare il punto di partenza per i successi di domani. La sfida di Yildiz, adesso, è proprio questa.