Per Ceferin la Superlega è morta e sepolta

Per Ceferin la Superlega è morta e sepoltaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
domenica 8 maggio 2022, 11:00SuperLega
di Franco Leonetti

2 maggio, torna a parlare Aleksander Ceferin, presidente della Uefa. E i toni diventano addirittura sprezzanti e definitivi circa la riuscita della SuperLega. Ceferin, che era stato cauto, molto cauto, dopo il contro-pronunciamento del Tribunale di Madrid di qualche settimana fa, che ha riaperto alla possibilità di sanzioni Uefa, nei confronti di Real Madrid, Barcellona e Juventus, è ricomparso per sparare sentenze conclusive, come se tutta la vicenda fosse morta e sepolta. E per la cronaca non è affatto così. Assistendo alla partita umanitaria tra Hajduk Spalato e Shakhtar Donetsk, Ceferin si è lasciato andare ad opinioni risolutive:” La SuperLega è finita. C'è chi sta cercando di soddisfare un po' di più il proprio ego ma la cosa non potrebbe comunque mai funzionare". Un esercizio di superbia superomistica fuori luogo, che contrasta con la realtà, visto che il Tribunale di Madrid costringe, sì, le parti a trovarsi a processo, il prossimo 14 giugno, ma il vero nodo della questione verrà sciolto solamente dalla Corte di giustizia dell'Unione Europea, che potrebbe deliberare tra la fine del 2022 o nel corso del prossimo anno venturo.

La vera battaglia per il varo del progetto SuperLega, o meno, si giocherà proprio in quella sede, articolando sulla legalità o meno dell'iniziativa, e la discussione della posizione monopolistica della Uefa nell’organizzazione di eventi calcistici. Fino ad allora sentenze definitive, alla Ceferin, appaiono perlomeno bislacche e stravaganti, senza essere supportate da alcun fondo di verità. Il presidente Uefa, poi, si è espresso ancora su alcuni binari inerenti la SuperLega, dichiarando:"Quando ci hanno fatto la guerra (i club con la creazione del nuovo torneo), i tifosi inglesi ci hanno aiutato mentre italiani e spagnoli non hanno fatto niente". Ceferin inoltre, parlando dell'atto finale di Parigi,  più che prevedere, sperava in una finale di Champions completamente inglese, mentre ora, il terrore di dover premiare, in caso di vittoria, il Real Madrid del nemico Florentino Perez, prende sempre più corpo. Incubo che, magari, turberà profondamente i sonni del massimo esponente Uefa per qualche settimana.

Poi un’ultima riflessione da capo analista del calcio continentale: “La Premier League è diversa, ha grande tradizione. Ci sono più soldi ma quando le competizioni europee si rafforzano allora si parla meno dei campionati. Bayern e Psg dominanti in Germania e Francia? Vero, dominano due club in quei campionati. In Italia c'è maggiore competizione ma i club non sono finanziariamente forti". Della serie, ciò che conta per me è la Champions, per il resto ognuno se la veda rispetto ai propri campionati: l’ennesimo schiaffo al calcio del popolo delle leghe domestiche da curare, preservare e far crescere, tanto millantato e sbandierato in ogni singolo intervento. Il consueto controsenso incoerente di chi dovrebbe prendersi cura dell’intero movimento e invece fa altro. In breve, appare chiaro che Ceferin continui a guardare a casa propria come elemento elitario, e nonostante le durissime dichiarazioni sulla SuperLega, la partita appare ancora apertissima. Generalmente chi spara sentenze, teme fortemente l’accadimento di fatti ed eventi contrari, e per esorcizzare tutto ciò ostenta sicumera e certezze incrollabili, vero Ceferin?