Malagò nuovo Presidente della FIGC: "Sono molto contento. Allenatore? Non ho parlato con nessuno. Adesso deve esserci un approccio diverso da parte di tutti"

Malagò nuovo Presidente della FIGC: "Sono molto contento. Allenatore? Non ho parlato con nessuno. Adesso deve esserci un approccio diverso da parte di tutti"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 17:08Ultim'ora
di Claudia Santarelli
Giovanni Malagò è il nuovo Presidente della FIGC, di seguito le sue parole in conferenza stampa.

Il nuovo Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, parla in conferenza stampa. L'ex numero uno del CONI è stato eletto con il 68,58% dei voti battendo Abete che ha ottenuto il 29,17%.

"Quali sono le tre priorità più urgenti da portare avanti in questi anni? Compattare la squadra, che come abbiamo visto hanno tutti una discreta personalità. C'è da impostare un discorso tecnico, agonistico e sportivo. Bisogna riprstinare una rapporto con un pezzo della politca. Io credo sia sbagliato scrivere la politica, perchè ad oggi cosa si intende? È un termine estremamente ampio. Vi posso garantire che almeno 5 perosnaggi del Governo mi hanno telefonato e che speravano che accadesse la mia elezione. Noi abbiamo poco tempo e loro se vogliono dimostrare di voler fare qualcosa per il calcio ne hanno ancora meno"

"Se sono soddisfatto della percentuale con cui sono stato eletto? Tutto quello che era sopra il 61% era qualcosa di estremamente importante. Solo un presuntuoso poteva pensare che ci fosse qualcuno che si astenesse o che non fosse d'accordo con la mia elezione. Come si fa a non essere contenti? Sull'allenatore? Non ho parlato con nessuno, da ora iniziamo a metterci la testa".

"In che cosa penso di fare la differenza? Non è che se esce Gabriele ed entra Giovanni si risolvono i problemi. Ci deve essere un approccio diverso e una disponibulità a cambiare. Gravina però con il 99% non è riuscito a portare avanti nessuna riforma. Io non prendo impegni con nessuno, adesso ci sono altre priorità, ma sicuramente andranno chiariti anche questi argomenti".

"Cosa e mi piacerebbe che venisse fatto in politica per aiutare il calcio in maniera concreta? La politica deve sempre rispettare lo sport, bisogna accettare tutto ma non che qualcuno non venga informato nel giusto modo. Che io mi debba rivedere nei provvedimenti legislativi che riguardano il nostro sport vuol dire che forse non si è nemmeno interessati a sapere la nostra opinione. Poi è chiaro che si creano delle dinamiche..."

"Cosa deve avere il Ct ideale? Ho fatto un atto d'amore e follia lucida, non è stata una mia idea, sono stato coinvolto. L'allenatore deve abbracciare questo discorso in tutto e per tutto, se dopo un anno con un Presidente eletto con il 99% si dimette vuol dire che qualcosa non quadra. Bisogna mettere da parte i personalismi e questo deve valere per tutti. Deve abbracciare questa avventura".

"Problema vivai? Io sono rimasto shockato che oltre il 40% di chi gioca i Mondiali non è nato nel Paese per cui gioca. Anche Francia, Blegio, Svezia hanno utilizzato questo discorso. Io non ho mai detto una parola sul concetto dello Ius Soli, perchè quello fa parte della politica. Io sono sempre stato un sostenitore dello Ius Soli esclusivamente sportivo. Europei? È una sfida nella sfida, ho parlato con Ceferin qualche giorno fa, noi non possiamo fare brutta figura, dobbiamo individuare prima possibile i 5 stadi".

"Calcio femminile, le tre priorita? C'è un discorso alla base, mi sono divertito a vedere i numeri, ci sono oltre 45 mila tesserate, Gran Bretagna e Francia ne hanno almeno il doppio. Fai conto facciamo una grande promozione, un euro e ti tesseri, lo promuovi nelle scuole e diventiamo 100 mila, il problema, però, è che non ci sono le Sd, dove le mandiamo a giocare? La situazione deve essere articolata".

"Sulla multiproprietà? Sono una persona seria, non so come si possa pensare a dare una risposta ufficiale se non ero ancora Presidente. C'è una norma, che esiste e che è stata approvata da un Consiglio Federale, non mi sebra che oggi sia la priorità. Se qualcuno ha in mente di cambaire questa norma, ad oggi, per me non il primo dei problemi".

"Aspettative alte, stimolo o timore? Non sono un timoroso, sono coraggioso. So che ci sono aspettative molto alte".

"Io come Carraro? È un onore paragonarmi a lui, però io sono molto orgoglioso di non aver mai accecato lusinghe dalla politica".

"Come Ct abbiamo bisogno di un grande nome? Io penso che in un altro momento storico avrei sposato l'idea di un allenatore da filiera, sono un romantico io, penso a Pozzo. Ma in questo momento come fai a ragionare in questo modo? Si può avere questo tipo di opportunità e seconco me va preso in considerazione. Gli allenatori di squadre di club hanno un loro mercato giustamente. Le dinamiche sono analoghe, oggi bisogna tener conto che la reatà è questa".

"Se cambierà il mio rapporto con la Roma? Non c'è nulla di peggio di chi nega la propria storia, il proprio vissuto. Per quasi 13 anni da Presidente del CONI cono stato non istituzionale, di più. L'importante è come ti comporti, qual è il problema?".

"Se sono il Presidente meno voluto dalla politica? Io ho i milgiori rapporti con la politica. La seconda telefonata che ho avuto è stato il Ministro Abodi, e ci andrò venerdì".

"L'obbiettivo più grande? Se sono qua è perchè la Serie A ha chiesto la mia disponibilità a candidarmi. La Serie A è stata in grandissima frizione con l'organismo della federazione, perchè subiva il peso delle altre componenti. Poi le criticità ovviamente ci sono. Voglio fare meglio".

"Modello di riferimento per riattivare il calcio italiano? Ci farebbe piacere assimilare il sistema tedesco. Ma come puoi copiare quello che fanno in Spagna o in Germania che iniziano lo sport nelle scuole quando da noi si va nelle Sd? Bisogna cucinare il piatto tenendo conto nella nostra realtà".