Abodi avverte Malagò: “Ora servono fatti, non parole”. Pressione sulla nuova FIGC

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di Massimo Reina
Il Ministro per lo Sport incontrerà il neo presidente federale: al centro del confronto, riforme del calcio italiano e futuro della governance federale.

Andrea Abodi lancia un messaggio chiaro alla nuova FIGC guidata da Giovanni Malagò. Dopo l'elezione del nuovo presidente federale, il Ministro per lo Sport e i Giovani ha ribadito che il tempo delle analisi è terminato e che ora il calcio italiano è chiamato a produrre risultati concreti.

Intervenuto a conclusione dell’evento Bando Oratori 2026, Abodi ha spiegato come il giudizio sul nuovo corso federale non dipenderà dai nomi scelti, ma dalle decisioni che verranno adottate nei prossimi mesi. "Più che i singoli individui, a fare la differenza saranno le azioni. Sarà cruciale osservare quali provvedimenti il sistema calcio adotterà in autonomia nei prossimi mesi".

Il Ministro ha inoltre confermato un incontro con Giovanni Malagò, previsto nei prossimi giorni, per affrontare le principali questioni che riguardano il movimento calcistico nazionale. "Il contatto con il presidente rappresenta una forma di rispetto. Ci incontreremo giovedì: ascolterò le priorità, pur avendole già ben chiare". Nel suo intervento, Abodi ha evidenziato come le criticità del sistema siano ormai conosciute da tempo e che il vero nodo sia passare finalmente all'attuazione delle riforme. "Ritengo sia giunto il momento di passare dalle parole ai fatti e realizzare le riforme".

Il Ministro ha ribadito la disponibilità dell'esecutivo a supportare il movimento calcistico, sottolineando però come l'iniziativa debba partire direttamente dagli organismi del calcio. Abodi ha infine commentato la decisione di confermare l'attuale Consiglio Federale, evitando giudizi preventivi ma lasciando intendere che il bilancio verrà fatto esclusivamente sulla base dei risultati ottenuti.

"A contare saranno le azioni concrete. Sarei ben lieto di ricredermi e vedere che questo stesso consiglio sia in grado di generare risultati nettamente differenti rispetto al passato". Parole che suonano come una fiducia condizionata: il nuovo corso federale avrà il sostegno delle istituzioni, ma sarà chiamato a dimostrare rapidamente di poter trasformare promesse e programmi in cambiamenti reali per il calcio italiano.