Valentini a RBN: "Malagò l'uomo giusto ma non fa miracoli. La Juve deve ritrovare il suo stile"

Valentini a RBN: "Malagò l'uomo giusto ma non fa miracoli. La Juve deve ritrovare il suo stile"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 20:06Primo piano
di Daniele Petroselli

L'ex dirigente FIGC Antonello Valentini è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di Fuori di Juve, per parlare innanzitutto del cambio ai vertici del calcio italiano, con l'elezione di Giovanni Malagò: "E' l'uomo giusto, visto che si è deciso di puntare su una novità e cambiare registro. Ha le qualità manageriale e le capacità di relazioni. Ha tutto per fare bene il presidente. Il suo passato è una garanzia, ma bisogna sapere che Malagò non è Padre Pio, non fa i miracoli. Per rilanciare il calcio italiano serve una condivisione di programmi e scelte con tutte le altre componenti federali o no si va da nessuna parte. Gravina con il 98% dei voti non è iuscito a fare nulla perché sono scattati i veti incrociati delle varie componenti. Ognuno deve rinunciare al proprio egoismo e si deve iscuttere e condividere obiettivi comuni. Di riforme dei campionati si parla da oltre 20 anni ma non si fa nulla proprio per questo".

E ha aggiunto: "Io ripartirei da una chiacchierata molto franca tra tutte le componenti. Per ora si è razzolato male. La nazionale è il tema che riscalda i cuori, che sollecita di più la fantasia dei tifosi, ma la nazionale è il prodotto di un sistema. Ci vuole un impegno forte per farla ripartire, non bastano le belle parole. E poi c'è un altro dato importante: il nuovo presidente deve rifondare la scuola allenatori di Coverciano. Si parla di giovani, meno tattica, per rilanciarci, ma certi input devono partire da Coverciano".

Mentre sul discorso ct, Valentini ha detto: "Sia Mancini che Conte sono due ottimi allenatori, io voglio ricordare che Mancini ha fatto uno scivolone nel 2023 quando lasciò per andare in Arabia. Si è pentito, ha chiesto scusa, ci ha portato sul tetto d'Europa, ha lanciato qualche giovane, per me non si può continuare a crocifiggerlo per quella vicenda. Dall'altra parte c'è Conte, più esoso, di larghissima esperienza, un uomo abituato a vincere. E' una scelta che dovrà fare Malagò, mettendosi anche la mano sul cuore, capendo chi ha più stimoli".

Infine sul capitolo italiani: "Imporre la presenza in campo? Non si può fare. Bisogna dirlo chiaramente, perchè molti credono che sia la Federazione che non interviene, ma sono regole internazionali. Facciamo parte dell'UE e FIFA e UEFA non possono imporre certe cose. Si possono mettere però incentivi per l'uso degli italiani. Altro sistema, ma irraggiungibile, un accordo tra le parti per limitare l'arrivo di stranieri, ma è una cosa difficile da realizzare. Giustizia sportiva? Va certamente riformata, non solo perché ha danneggiato la Juve ma perché ha creato squilibri. Non si può essere indicati come gli unici responsabili, mentre ci sono situazioni analoghe passate in secondo piano. La Juve ha sbagliato, pagato, ma anche vittima di alcuni squilibri che non fanno onore alla giustizia sportiva. Serve mettere mano al codice di giustizia sportiva e agli organi. Penso che la Juve stia ritrovando, con l'inserimento in società di Carnevali, una certa autorevolezza. Tra i primi suoi atti ha imposto che tutti i nuovi giocatori dovranno passare dal JMuseum, tutti devono immergersi in quel luogo per capire dove arrivano".

Sempre su Carnevali ha aggiunto: "Bisogna non sbagliare la campagna acquisti, come lo scorso anno, visto quanto preso davanti. Si parla di Kolo Muani, di Sorloth, di Carnesecchi, poi la Juve deve ritrovare il suo stile. Anche Chiellini deve avere un ruolo più incisivo in società, nella gestione anche della squadra".