Abodi punge Gravina: “Kalulu? Rispetto la FIGC, ma non la capisco”
Andrea Abodi entra a Casa Italia e lascia una dichiarazione che pesa più di un comunicato federale. Tema: la decisione della FIGC di non concedere la grazia a Pierre Kalulu dopo l’espulsione rimediata sabato scorso a San Siro.
Il ministro non alza la voce, ma il messaggio arriva chiaro: «La scelta della FIGC di non togliere la squalifica a Kalulu la rispetto ma non la comprendo. Nel momento in cui diventa evidente e chiaro che c’è stato un errore, che è stato già pagato dal giocatore perché è stato espulso, io mi permetto di dire che forse un po’ di coraggio in più sarebbe stato opportuno».
Parole che aprono un fronte politico-istituzionale nel cuore del calcio italiano. Abodi riconosce l’autonomia federale, ma richiama implicitamente a una valutazione più elastica del caso, soprattutto alla luce di un episodio che – secondo molte interpretazioni – sarebbe stato frutto di una valutazione arbitrale discutibile.
Il punto sollevato dal ministro è semplice: se l’errore è evidente e la sanzione immediata (l’espulsione) è già stata scontata in campo, perché non intervenire per evitare una punizione ulteriore? Una questione di equità sportiva, prima ancora che regolamentare. Resta ora da capire se la presa di posizione del titolare dello Sport resterà una riflessione isolata o se riaprirà il dibattito sui margini di intervento politico nei confronti delle decisioni federali. Di certo, la vicenda Kalulu non si chiude con il fischio finale di San Siro.
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