Accadde oggi - Berlino 2015, il sogno sfiorato: la Juventus di Allegri che tornò grande in Europa
Il 6 giugno 2015 la Juventus tornava a giocare una finale di Champions League dodici anni dopo quella persa ai rigori contro il Milan a Manchester. All'Olympiastadion di Berlino i bianconeri affrontavano il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar, una delle squadre più forti della storia recente del calcio europeo.
La strada che aveva portato la squadra di Massimiliano Allegri fino a quella notte era già di per sé straordinaria. Soltanto pochi mesi prima Antonio Conte aveva lasciato la panchina bianconera durante il ritiro estivo, pronunciando la celebre frase sul "ristorante da 100 euro e i 10 euro a disposizione". In molti ritenevano che la Juventus fosse destinata a fare un passo indietro, soprattutto in Europa.
Al contrario, Allegri riuscì a costruire una squadra capace di andare oltre ogni previsione. Al suo primo anno sulla panchina bianconera conquistò il campionato, la Coppa Italia e riportò la Juventus in una finale di Champions League, eliminando nel percorso Borussia Dortmund, Monaco e soprattutto il Real Madrid campione d'Europa in carica.
La finale di Berlino iniziò però nel peggiore dei modi. Dopo appena quattro minuti Ivan Rakitic portò in vantaggio il Barcellona, costringendo la Juventus a inseguire fin dall'inizio. I bianconeri non si scomposero e, dopo aver resistito agli attacchi catalani, tornarono in partita nella ripresa.
Al 55' arrivò il momento che fece sognare tutto il popolo juventino. Carlos Tevez impegnò Ter Stegen con una conclusione ravvicinata, il portiere tedesco respinse e sulla ribattuta Alvaro Morata fu il più rapido di tutti a depositare il pallone in rete per l'1-1.
Fu probabilmente quello il momento in cui la Juventus diede davvero la sensazione di poter compiere l'impresa. Per diversi minuti i bianconeri giocarono alla pari contro il Barcellona e sembrarono avere l'inerzia dalla propria parte. Ma proprio nel miglior momento della squadra di Allegri arrivò il gol di Luis Suarez, bravo a sfruttare una respinta di Buffon per riportare avanti gli spagnoli.
Nel finale la Juventus si sbilanciò alla ricerca del pareggio, lasciando inevitabilmente spazi alle ripartenze avversarie. In pieno recupero Neymar segnò il definitivo 3-1 che consegnò ai catalani la coppa e completò il loro Triplete.
Nonostante la sconfitta, quella notte rappresentò uno dei punti più alti della storia recente bianconera. La Juventus non riuscì ad alzare la Champions League, ma dimostrò di poter tornare stabilmente tra le grandi d'Europa. Un percorso che avrebbe portato i bianconeri a disputare un'altra finale due anni più tardi, a Cardiff contro il Real Madrid.
A dieci anni di distanza, Berlino continua a rappresentare uno dei più grandi rimpianti della storia recente juventina. Non tanto per la sconfitta in sé, arrivata contro uno dei Barcellona più forti di sempre, quanto perché quella sera la Juventus ebbe davvero la sensazione di poter scrivere la storia. Dopo il pareggio di Morata e nel miglior momento della squadra di Allegri, il sogno sembrò a portata di mano. Non bastò per alzare la coppa, ma quella finale certificò il ritorno della Juventus tra le grandi d'Europa, un traguardo che pochi mesi prima sembrava impensabile.
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