Archiviata l'inchiesta sul bilancio 2022, restano i danni: punti, coppe e milioni chi li restituisce?

Archiviata l'inchiesta sul bilancio 2022, restano i danni: punti, coppe e milioni chi li restituisce?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 16:07Primo piano
di Massimo Reina
E adesso chi ripaga la Juventus? Altre società coinvolte in operazioni simili non hanno ricevuto penalizzazioni paragonabili.

Alla fine è arrivata l'archiviazione. Non una sentenza di condanna. Non una nuova accusa. Non una scoperta clamorosa. Un'archiviazione. Una parola semplice, quasi banale. Talmente banale che difficilmente restituirà alla Juventus i punti persi, le coppe mancate, i milioni evaporati, il CDA e il presidente Andrea Agnelli costretti a dimettersi, oltre che il marchio d'infamia appiccicato addosso per mesi come una figurina impossibile da staccare.

Il GIP di Roma ha archiviato il procedimento relativo al bilancio chiuso al 30 giugno 2022, uno dei filoni nati dalla celebre inchiesta Prisma. E qui viene la domanda che nessuno ama farsi quando il clamore è già passato: se oggi si archivia, chi restituisce ciò che è stato tolto ieri? Perché la giustizia sportiva ha una caratteristica affascinante: corre più veloce della luce quando deve punire e molto più lenta quando deve interrogarsi sui propri errori.

Nel 2023 la Juventus fu colpita da una penalizzazione di dieci punti e dall'esclusione dalle competizioni europee. Una mazzata sportiva ed economica di proporzioni enormi. Il tutto mentre sul piano ordinario le vicende giudiziarie continuavano il loro percorso tra contestazioni, difese, trasferimenti di competenza e, oggi, archiviazioni.

Naturalmente qualcuno obietterà che la giustizia sportiva è diversa da quella ordinaria. Verissimo. Talmente diversa che a volte sembra vivere in una dimensione parallela. Perché di fatto, la Juventus è stata penalizzata per pratiche diffuse in tutto il calcio e in assenza di criteri oggettivi per valutare le plusvalenze, mentre altre società coinvolte in operazioni simili non hanno subito sanzioni comparabili.

Il problema non è che esistano due giustizie. Il problema nasce quando una appare rigorosissima con alcuni e curiosamente distratta con altri. Le plusvalenze? Per anni sono state il pane quotidiano del calcio italiano. Operazioni perfettamente lecite nella loro natura. Il nodo, dissero, non erano le plusvalenze ma il loro utilizzo nei bilanci. Bene. Ma allora la domanda resta la stessa: perché certe pratiche hanno provocato terremoti istituzionali in un caso e appena qualche increspatura in altri?

Il valore di un calciatore non è il peso dell'oro né il prezzo del petrolio. Non esiste una tabella universale che stabilisca quanto valga il terzino di provincia o il giovane della Primavera. Eppure, improvvisamente, il dibattito sportivo si trasformò in una disciplina esatta, con valutazioni considerate accettabili per alcuni e sospette per altri. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: anni di processi mediatici. Titoli apocalittici. Sentenze sportive immediate. Danni economici concreti.

E oggi? Oggi arriva una nuova archiviazione, come scritto sopra. Sia chiaro: archiviare non significa riscrivere tutta la storia. Non significa che ogni contestazione fosse infondata. Non significa che la Juventus abbia automaticamente ragione su tutto. Ma una cosa la significa. Significa che tra il fragore delle accuse e il silenzio delle archiviazioni esiste uno spazio enorme. Uno spazio dentro il quale si sono consumate decisioni che hanno inciso sul campionato, sulle competizioni europee e sul destino di una società.

E forse è proprio questo il punto. In Italia non manca mai la velocità nel distribuire le etichette. Manca spesso la stessa rapidità nel fare i conti con ciò che resta quando il polverone si deposita, ma anche uniformità e c'è molto doppiopesismo. Le archiviazioni arrivano in punta di piedi. I danni, invece, erano arrivati con la banda musicale.