Bonucci senza filtri: «Il Milan? Una cazzata». E sulla Juventus: «Ho sempre tifato per loro»

Bonucci senza filtri: «Il Milan? Una cazzata». E sulla Juventus: «Ho sempre tifato per loro»TUTTOmercatoWEB.com
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di Massimo Reina
fonte Tuttosport
L'ex difensore ripercorre le tappe decisive della sua carriera, dagli inizi a Viterbo al passaggio all'Inter, fino al sogno di vestire la maglia della Juve.

Leonardo Bonucci si racconta a cuore aperto a Tuttosport e torna su alcune delle scelte più importanti della propria vita professionale. Dagli inizi nel calcio giovanile alla trasformazione da centrocampista a difensore centrale, passando per il legame con la Juventus e il controverso trasferimento al Milan, definito dallo stesso ex bianconero «una cazzata». Ospite del podcast Il Fienile, di cui riportiamo solo uno stralcio, Bonucci ha ripercorso momenti, incontri e decisioni che hanno segnato la sua carriera, senza tralasciare alcuni passaggi della propria vita privata. Ecco alcuni dei passaggi più interessanti dell'intervista.

Il legame con i colori bianconeri nasce quando Bonucci è ancora bambino: «Io ho sempre fatto il tifo per la Juventus». Il suo idolo era Alessandro Del Piero, ma nella memoria del difensore c'è spazio anche per Angelo Peruzzi, punto di riferimento speciale per un ragazzo di Viterbo: «Ci capitava di incontrarlo quando veniva a vedere qualche settore giovanile della zona, ho anche una foto con lui».

Il rapporto con Del Piero, negli anni, si è trasformato in un'amicizia: «Alex poi è diventato un amico, oltre che collega, perché ci sentiamo spesso, parliamo, ci confrontiamo e ci incontriamo a tanti eventi». Tra i difensori, invece, il modello era Alessandro Nesta. Una delle svolte più importanti arrivò grazie a Carlo Perrone, l'allenatore che intuì le sue potenzialità da difensore centrale e lo convinse a cambiare ruolo. «Mister Carlo Perrone è quello che ha spostato, per me, l'ago della bilancia», ha raccontato Bonucci.

La proposta, inizialmente, non lo entusiasmò: «Io volevo fare l'attaccante ed essere importante per la squadra». Perrone, però, insistette, spiegandogli di vedere in lui caratteristiche simili a quelle di Nesta, anche lui passato dal centrocampo alla difesa. Nel suo racconto c'è spazio anche per le critiche più dolorose, soprattutto quella di essere stato considerato un difensore forte soltanto grazie a Chiellini e Barzagli. Bonucci indica in Berlino 2015 la sconfitta più dolorosa e ammette che non lascerebbe più la Juventus. Esalta Cristiano Ronaldo per professionalità e mentalità vincente, mentre ricorda Del Piero come il leader silenzioso che gli trasmise la cultura della vittoria. Due campioni diversi, ma un insegnamento comune: per vincere non bastano talento e qualità, servono mentalità e dedizione.