Bonucci: "La Juve un sogno ad occhi aperti. Volevamo vincere sempre di più"
A Radio TV Serie A ha parlato l'ex Juve Leonardo Bonucci, che sul passaggio ai bianconeri ha ammesso: "Nel periodo del trasferimento vivevo un sogno ad occhi aperti: avevo terminato il Mondiale in Sudafrica dove non avevo messo piede in campo e allora chiesi di arrivare qualche giorno prima a Torino per ambientarmi in modo da essere subito in condizione. Arrivare lì e vedere quel tipo di organizzazione e migliaia di tifosi in ritiro a sostenere la squadra mi sembrava un sogno. Passare dal Bari alla Juve è stato un salto importante ma ho avuto la fortuna di ambientarmi subito nello spogliatoio e di entrare presto in sintonia con i senatori, con il mister e con la dirigenza. Anche se fu un anno complicato a livello di risultati, a me ha dato delle risposte importanti per restare in bianconero e giocarmi le mie carte l’anno successivo, il primo di Conte".
E ha continuato: "La leadership? Penso che sia una parte del carattere che uno deve avere sempre, non è una qualità che si trova in giro. Nel corso degli anni impari tante cose dai punti di riferimento che incontri nello spogliatoio poi provi a farle tue e anche a modellarle a seconda della tua personalità. È un lavoro sicuramente difficile, devi capire quali sono le cose giuste da apprendere, io in questo senso sono stato fortunato perché alla Juventus ho avuto due modelli – Buffon e Del Piero - diversi tra di loro, ma che erano le incarnazioni perfette di cosa significa essere un leader. Anche Antonio Conte in quanto a leadership non è secondo a nessuno: quando è arrivato ha stravolto la mentalità di tutti. Io ero arrivato in una Juve reduce da due settimi posti e prima ancora dalla Serie B, con Conte abbiamo capito cosa vuol dire essere Juventus e vincere con la Juventus: ci ha trasmesso una mentalità ben precisa dove come dice la famosa frase vincere è l'unica cosa che conta. Il mister ne è l’esempio perfetto: ancora oggi per un pareggio non ci dorme due notti, sicuramente lui a sua volta lo ha appreso dai suoi senatori durante la carriera da calciatore".
Poi nel suo racconto ovviamente la sua esperienza accanto a Barzagli e Chiellini: "La prima partita che abbiamo giocato tutti insieme è stata un po’ una sorpresa per noi. Avevamo giocato pochi giorni prima e andavamo a Napoli con il 3-5-2 ideato dal mister in appena due giorni. Successivamente, a mano a mano che continuavamo a scendere in campo insieme, tra di noi si sono creati sempre più automatismi. Io arrivavo da mesi dove avevo giocato poco e di colpo mi sono ritrovato titolare in una partita così importante e in un ruolo nuovo – avevo sempre giocato a 4 o terzino – e quella fu una scoperta incredibile del mister ma questo ti fa capire la sua attenzione ai dettagli per far rendere al meglio la squadra. Da lì poi è nata la nostra fortuna, poi va detto che dietro di noi c’era il portiere più forte del mondo".
Infine sui suoi successi più belli, Bonucci ha detto: "Al di là degli scudetti che rimangono nella bacheca penso sia stato importante l’inizio. La vittoria dello scudetto a Trieste (Cagliari - Juventus 0-2 n.d.r.) ci ha lasciato dentro tante emozioni, quel genere di emozioni che vuoi continuare a vivere. Abbiamo sempre pensato che non bastasse mai, ogni volta che vincevamo volevamo vincere di più. Questa è una cosa che ci ha trasmesso Mister Conte e che noi abbiamo fatto nostra e successivamente abbiamo cercato di tramandare alle nuove generazioni".
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