Cucchi a RBN: "Calcio italiano? Il problema non è il nome, serve un presidente visionario"

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di Daniele Petroselli

A Radio Bianconera, durante Fuori di Juve, il giornalista Riccardo Cucchi ha parlato anche della crisi del calcio italiano: "Con grande rispetto nei confronti di Abete e Malagò, con i quali ho interagito per una vita intera, però ho 73 anni e francamente la mia generazione ha commesso l'errore di poter gestire fino alla fine dei suoi giorni i posti assegnatigli. Possibile che non si veda un gruppo all'orizzonte una generazione di dirigenti più giovane. Possibile che non ci siano dirigenti tra i 40 e i 50 anni? Perché non li abbiamo fatti crescere? E' una domanda da porsi. Non abbiamo mai avuto un presidente federale calciatore, rispetto alle altre Nazioni. Ma perché?".

E ha continuato: "I nomi lasciano il tempo che trovano. Anche la suggestione che potrebbe dare un nome come quello di Agnelli, ma è uomo Juve e sarebbe sicuramente creare qualche contrasto. Il problema non è il nome, ma la visione. C'è bisogno di un dirigente visionario, che abbia il coraggio di sovvertire i tavoli e avere una visione del futuro. E non c'è ora. C'è un altro soggetto poi che ha creato danni al calcio italiano, ossia la Lega calcio, con i club che vanno ognuno per la propria strada e che deve fare sistema. Se non fai sistema, il calcio non cresce. I grandi club da noi difendono il loro orticello e la Lega Calcio con i suoi presidente non riesce a fare sistema".