Evra senza filtri: “Nel calcio devi essere una macchina. Sul razzismo? Colpevoli le vittime”

Evra senza filtri: “Nel calcio devi essere una macchina. Sul razzismo? Colpevoli le vittime”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ieri alle 23:03Altre notizie
di Massimo Reina
L’ex Juve si racconta a cuore aperto: dalle emozioni represse in campo al caso Vinicius, fino alla critica alla nuova generazione.

Patrice Evra torna a far sentire la sua voce, e lo fa senza sconti. In un’intervista intensa a The Athletic, l’ex difensore della Juventus ha scavato sotto la superficie dorata del calcio moderno, raccontando un mondo in cui l’umanità spesso viene soffocata: “In campo devi essere un mostro, una macchina. Non c’è spazio per le emozioni”.

Parole che pesano, che sanno di verità nuda. Perché dietro la facciata dei campioni si nasconde un sistema che pretende perfezione, forza, invulnerabilità. E chi si ferma, chi mostra crepe, rischia di essere travolto. Evra ha poi toccato un tema ancora più delicato, quello del razzismo, partendo dalla sua esperienza personale con Luis Suárez e arrivando ai giorni nostri con Vinícius Júnior: “La gente trova scuse per attaccarlo solo perché balla quando segna”. Un’accusa chiara, diretta, che punta il dito contro un meccanismo perverso: spesso, chi subisce diventa il bersaglio anche del giudizio pubblico.

Infine, uno sguardo al futuro, con una riflessione amara sulla nuova generazione: la cosiddetta “Generazione TikTok”. Evra non usa giri di parole e lascia intendere che le troppe distrazioni possano minare la continuità ai massimi livelli, rendendo sempre più raro vedere carriere longeve come quelle di Messi e Cristiano Ronaldo. Un racconto che va oltre il calcio giocato. È lo specchio di uno sport che corre veloce, forse troppo, dove essere uomini, a volte, sembra quasi un difetto.