Italia nel caos - Criscitiello attacca il sistema: “Occhio al Gravina bis”
Il terremoto azzurro dopo l’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali non si ferma al campo. Michele Criscitiello, intervistato da La Verità, punta il dito contro il sistema politico che governa il calcio italiano, parlando apertamente di dimissioni forzate e di equilibri già decisi dietro le quinte.
Secondo il direttore di Sportitalia, Gabriele Gravina non avrebbe lasciato per scelta: la sua uscita sarebbe stata dettata dalla pressione mediatica e politica. Un passo indietro solo apparente, perché – lascia intendere – il sistema che lo sostiene sarebbe ancora ben radicato. Da qui il rischio di un “inciucio” da evitare a tutti i costi.
Criscitiello individua diversi scenari per il futuro della FIGC, ma con un filo conduttore comune: il pericolo di continuità. La possibile candidatura di Abete viene descritta come un “Gravina bis”, mentre anche altri nomi, come Bedin o Marani, sarebbero comunque legati a logiche già viste. L’unica vera rottura, secondo lui, potrebbe arrivare da Malagò, figura in grado di spezzare gli equilibri attuali, non senza resistenze politiche.
Durissimo anche il giudizio su alcune figure simboliche accostate alla federazione: Maldini, Rivera e Del Piero vengono definiti “nomi di facciata”, lontani dalle dinamiche reali del potere sportivo. Nel mirino anche Aleksander Čeferin, accusato di difendere Gravina senza conoscere realmente il calcio italiano. Un attacco frontale che chiude il cerchio su una visione netta: senza un cambiamento strutturale, il rischio è che tutto resti com’è, con il sistema pronto a rientrare “dalla finestra”.
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