Juventus Women, sfida alla Fiorentina: numeri da dominatrici, ma guai a fidarsi
Ci sono partite che sembrano già scritte nei numeri, ma che il campo si diverte puntualmente a riscrivere. Fiorentina-Juventus Women è una di quelle. Una storia lunga, spesso a senso unico, ma con crepe improvvise che insegnano prudenza.
I precedenti parlano chiaro: 23 vittorie bianconere, più di qualsiasi altra avversaria. E poi i gol, 63, una pioggia costante che ha trasformato questa sfida in un’abitudine vincente. Eppure Firenze non è terra completamente docile. Tre delle quattro vittorie viola in campionato contro la Juve sono arrivate proprio tra le mura amiche. L’ultima, ancora fresca, brucia come un promemoria.
La Juventus arriva con la possibilità di chiudere il cerchio: vincere tutte le sfide stagionali contro la Fiorentina, come già accaduto negli anni d’oro. Sarebbe un segnale forte, quasi simbolico. Ma serve precisione, quella che finora è mancata più del previsto. Perché i numeri raccontano anche altro: tante conclusioni, sì, ma poca cattiveria sotto porta. Una squadra che costruisce tanto, ma che a volte spreca troppo.
E allora lo sguardo si sposta sulle protagoniste. Capeta ha un conto aperto con la Fiorentina, Beccari danza sempre vicino al gol quando vede viola, Vangsgaard e Godo conoscono bene la strada per colpire. Dall’altra parte, attenzione a Omarsdottir, che ha appena assaggiato il gusto della rete contro le bianconere e potrebbe volerci prendere gusto.
In mezzo, una battaglia silenziosa ma decisiva: recuperi alti, ritmo, pressione. Due squadre che amano costruire e aggredire, ma che devono ancora trasformare il possesso in ferite vere. Il fischio d’inizio è alle 12:30. Il resto lo farà il campo, come sempre. Perché i numeri indicano la strada, ma è il cuore – e a volte l’errore – a decidere dove si va a finire.
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