Juve-Holm, parla Gotti: forza fisica top, ma deve migliorare

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di Alessia Mingione

Emil Holm approda alla Juventus e iniziano ad arrivare le prime valutazioni sul suo profilo. Luca Gotti, - raggiunto in esclusiva dai colleghi di TuttoJuve che lo ha allenato in passato, ne sottolinea soprattutto la grande forza fisica, evidenziando però anche alcuni aspetti su cui può ancora migliorare.

''Credo che Holm debba ancora migliorare molto dal punto di vista tecnico e della tattica individuale, perché talvolta può essere un po' approssimativo per il livello della Juventus. Mentre fisicamente è un giocatore di primissimo livello. Se Spalletti voleva un laterale fisico, di sicuro Holm corrisponde a questo tipo di profilo.

Chi ci guadagna dallo scambio con Joao Mario? Non saprei dirlo, perché Joao Mario è comunque un buon giocatore. Ma al di là dei valori assoluti dei due giocatori che possiamo mettere a confronto, dobbiamo considerare le esigenze della squadra e le caratteristiche richieste in questo ruolo integrate poi con quelli degli altri presenti nella rosa. Potrebbe essere anche una situazione di win to win in cui entrambe le squadre ci guadagnano da questo scambio.

Il ruolo perfetto di Emil, a mio parere, è il quinto di centrocampo. Perché avere la briglia sciolta di attaccare quando vuole e nel contempo avere protezione difensiva significherebbe essere più libero di esprimere le sue potenzialità. Il terzino sarà il suo sfogo naturale, ma in un grande club ci dovrà lavorare un po'. Altre posizioni? Potremo pensare ad un Holm mezz'ala, ma li dovremo ragionarci un po'

A La Spezia Holm, innanzitutto, fu una scelta di Riccardo Pecini che è un fuoriclasse nell'individuare i calciatori. Io lo trovai in ritiro e conobbi un ragazzo di grande disponibilità e voglia di applicarsi. Lui e un altro dovevano fare il ritiro e poi andare in prestito in Serie B, ma in una decina di giorni mi convinse a tenerlo. Mi piacque fin da subito e lo blindai, da Emil ebbi molte soddisfazioni. Quando si infortunò, nel momento decisivo, per me fu un problema enorme. La squadra si appoggiava su diversi equilibri e lui era uno di questi. Cercai di sfruttare tutti i suoi pregi, nascondendo i suoi limiti.

Kalulu è un giocatore importante che sta giocando con continuità e tutti gli allenatori lo apprezzano. Direi che superarlo non è impresa facile, ma il calcio può presentare sempre grandi sorprese. Proteggersi ulteriormente, con l'aumentare delle partite e gli infortuni sempre dietro l'angolo, non è stata una cattiva idea da parte della Juventus".