Pedullà critica la Juve: “Così non si tutela Spalletti”
Alfredo Pedullà non usa giri di parole e punta il dito contro la strategia di mercato della Juventus. Al centro della critica c’è la gestione delle richieste di Luciano Spalletti, tecnico che – sottolinea il giornalista – sta facendo “così tanto bene” ma che non è stato adeguatamente tutelato dalla società.
Secondo Pedullà, la Juve avrebbe dovuto accontentare l’allenatore almeno sull’essenziale: un attaccante. Non una rivoluzione, non spese folli. Solo ciò che serviva davvero. Gli innesti di contorno, come Holm o Boga, vengono giudicati utili ma secondari. "Boga, in particolare, può rivelarsi un buon vice Yildiz, con caratteristiche interessanti, ma non risolve il problema principale".
Il vero errore, però, è a monte: partire senza avere l’obiettivo già chiuso. “Non è una strategia da Juve”, afferma Pedullà, richiamando il modello dei grandi dirigenti del passato, da Galliani a Braida, che si muovevano con il colpo già in tasca, pronti solo a raccoglierlo. Andare “in mezzo all’oceano”, trattare, sondare, aspettare, significa esporsi al rischio di tornare a mani vuote. Il confronto con il Napoli è impietoso: "il club azzurro", evidenzia Pedullà, "aveva fatto tutto ciò che doveva fare, senza tentennamenti. La Juventus, invece, ha inseguito piste senza arrivare al traguardo, lasciando Spalletti senza l’unico rinforzo davvero richiesto". E quando un allenatore lavora bene ma non viene supportato nel momento decisivo, il segnale è chiaro: qualcosa, nella catena decisionale, si è inceppato. E alla lunga, quel rumore di fondo può diventare assordante.
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