Juve senza il suo faro: Locatelli out all’Olimpico, l’equilibrio passa dai piedi di Koopmeiners

Juve senza il suo faro: Locatelli out all’Olimpico, l’equilibrio passa dai piedi di KoopmeinersTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

L’assenza per squalifica di Manuel Locatelli nella sfida decisiva dell’Olimpico pesa come un macigno negli equilibri della Juventus. Nella gestione Spalletti, il capitano è stato praticamente intoccabile: solo in due occasioni non è partito titolare, in Coppa Italia contro l’Udinese e nella trasferta di Champions League a Monaco. Due partite in cui a prendere il suo posto è stato Koopmeiners, chiamato ora alla terza prova senza il vero metronomo del centrocampo bianconero.

Vedere la Juve senza Locatelli fa capire immediatamente quanto il numero 5 sia diventato il giocatore che “canta e porta la croce”. In fase di possesso si abbassa tra i centrali per iniziare l’azione, dà tempi e ritmo alla manovra e orienta la squadra con le sue scelte. In fase di non possesso è il primo riferimento nelle chiusure preventive, va a contrasto, legge le linee di passaggio e accorcia in avanti guidando la riaggressione. Un lavoro oscuro ma fondamentale per tenere compatta la struttura.

È questa completezza che lo ha trasformato in un centrocampista totale e in uno dei leader tecnici della squadra. Al netto di qualche errore che è costato caro – come la leggerezza contro la Lazio – il suo peso specifico resta enorme: senza di lui la Juve perde geometrie, equilibrio e soprattutto il giocatore che garantisce connessione costante tra i reparti.

Toccherà ancora a Koopmeiners provare a non farlo rimpiangere. L’olandese arriva da un periodo di crescita sul piano fisico e delle prestazioni, ma le sue caratteristiche sono diverse: più incursore, meno regista puro. Per questo la sua partita all’Olimpico diventa uno snodo tattico: dovrà assicurare pulizia nella costruzione, presenza nelle coperture preventive e tempi giusti nelle letture difensive, senza perdere la sua capacità di attaccare gli spazi.

Non è escluso che Spalletti studi qualche accorgimento per compensare l’assenza del capitano, magari distribuendo l’uscita del pallone tra i difensori o chiedendo a una mezzala di abbassarsi in impostazione. Ma il concetto resta chiaro: oggi Locatelli è il giocatore che più di tutti rappresenta l’identità tattica della Juventus.

All’Olimpico sarà una prova di maturità collettiva. Per la squadra, chiamata a restare fedele ai propri principi anche senza il suo leader tecnico, e per Koopmeiners, che ha l’occasione di dimostrare che la terza può essere davvero quella giusta.