Juve senza il suo faro: Locatelli out all’Olimpico, l’equilibrio passa dai piedi di Koopmeiners
L’assenza per squalifica di Manuel Locatelli nella sfida decisiva dell’Olimpico pesa come un macigno negli equilibri della Juventus. Nella gestione Spalletti, il capitano è stato praticamente intoccabile: solo in due occasioni non è partito titolare, in Coppa Italia contro l’Udinese e nella trasferta di Champions League a Monaco. Due partite in cui a prendere il suo posto è stato Koopmeiners, chiamato ora alla terza prova senza il vero metronomo del centrocampo bianconero.
Vedere la Juve senza Locatelli fa capire immediatamente quanto il numero 5 sia diventato il giocatore che “canta e porta la croce”. In fase di possesso si abbassa tra i centrali per iniziare l’azione, dà tempi e ritmo alla manovra e orienta la squadra con le sue scelte. In fase di non possesso è il primo riferimento nelle chiusure preventive, va a contrasto, legge le linee di passaggio e accorcia in avanti guidando la riaggressione. Un lavoro oscuro ma fondamentale per tenere compatta la struttura.
È questa completezza che lo ha trasformato in un centrocampista totale e in uno dei leader tecnici della squadra. Al netto di qualche errore che è costato caro – come la leggerezza contro la Lazio – il suo peso specifico resta enorme: senza di lui la Juve perde geometrie, equilibrio e soprattutto il giocatore che garantisce connessione costante tra i reparti.
Toccherà ancora a Koopmeiners provare a non farlo rimpiangere. L’olandese arriva da un periodo di crescita sul piano fisico e delle prestazioni, ma le sue caratteristiche sono diverse: più incursore, meno regista puro. Per questo la sua partita all’Olimpico diventa uno snodo tattico: dovrà assicurare pulizia nella costruzione, presenza nelle coperture preventive e tempi giusti nelle letture difensive, senza perdere la sua capacità di attaccare gli spazi.
Non è escluso che Spalletti studi qualche accorgimento per compensare l’assenza del capitano, magari distribuendo l’uscita del pallone tra i difensori o chiedendo a una mezzala di abbassarsi in impostazione. Ma il concetto resta chiaro: oggi Locatelli è il giocatore che più di tutti rappresenta l’identità tattica della Juventus.
All’Olimpico sarà una prova di maturità collettiva. Per la squadra, chiamata a restare fedele ai propri principi anche senza il suo leader tecnico, e per Koopmeiners, che ha l’occasione di dimostrare che la terza può essere davvero quella giusta.
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