Pavan: "Senza Champions, la programmazione sportiva e finanziaria della Juve rischia"
Nel suo editoriale su Sportitalia.com, Massimo Pavan ha parlato della corsa al quarto posto: "Il Como sorprende tutti e lancia un segnale forte in chiave qualificazione Champions League. Con il secondo miglior attacco e la miglior difesa del torneo, la squadra lariana dimostra una solidità tattica e numerica che meriterebbe l’accesso alla massima competizione europea più della Juventus o della Roma".
Ma sottolinea: "La situazione del Como evidenzia un chiaro S.O.S. per la Juventus: senza la Champions League, la programmazione sportiva e finanziaria dei bianconeri rischia di bloccarsi. Nomi di spicco come Bernardo Silva o Leon Goretzka difficilmente arriveranno a Torino senza la certezza del torneo europeo, e senza quei milioni, la Juventus potrebbe dover puntare su sacrifici di mercato, o limitare le ambizioni".
E ha aggiunto: "Negli ultimi anni, la Juventus ha speso quasi 800 milioni di euro sul mercato, ma molti investimenti non hanno portato il ritorno sperato in termini di rendimento e valore dei giocatori. L’ultima sessione estiva ha visto spese importanti, ma non tutte le operazioni si sono rivelate efficaci. La Juventus di domani non può più sbagliare né sul mercato né in campo. Le decisioni prese durante l’ultima sessione estiva sono state, di fatto, smentite dalle scelte tecniche. L’allenatore Luciano Spalletti ha lanciato un segnale chiaro: alcuni acquisti non sono considerati centrali nel progetto. Il mancato utilizzo di profili come Jonathan David, unito alla scelta di schierare giocatori non al meglio della condizione, evidenzia una frattura tra: strategia dirigenziale, esigenze tecniche, rendimento reale. Un cortocircuito che pesa sui risultati, con la classifica che vede un punto in meno di quella disastrosa dello scorso anno".
Poi ha concluso dicendo: "L’idea di costruire la rosa attraverso dati, software e parametri analitici si è rivelata inefficace nel contesto bianconero, un vero e proprio fallimento. Un modello che può funzionare altrove, ma che alla Juventus non ha prodotto i risultati sperati, dove non c’è tempo di aspettare, dove bisogna ottenere almeno il minimo. Il campo, come sempre, ha dato il verdetto quasi definitivo: scelte non funzionali al gioco, investimenti poco incisivi, difficoltà nell’inserimento dei nuovi acquisti, con alcuni rimasti ai margini".
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