Senza anima, senza forze, senza fame: la Juve affonda contro la Lazio

Senza anima, senza forze, senza fame: la Juve affonda contro la Lazio
Oggi alle 00:38Editoriale
di Savi Carlone
La pesante sconfitta per 0-3 sul campo è preludio a un tutti contro tutti ai microfoni nel post partita: adesso è crisi davvero.

All'Inalpi Arena, in questa fresca serata autunnale di Torino, c'è Laura Pausini che canta i suoi pezzi davanti ad un palazzetto gremito. Non sa, probabilmente, che la sua chiusura in scaletta con la celeberrima "Incancellabile" diventa contemporaneamente colonna sonora di una sconfitta che si consuma a pochi chilometri di distanza: di fronte ad uno Stadium al solito riempito da oltre quarantamila anime attaccate alla Juventus, la squadra bianconera offre tutto il peggio del campionario contro una Lazio che si dimostra all'altezza del primato del campionato. Sconfitta drammatica, sonora, incancellabile appunto.

Due allenatori a confronto bocciati dalla più o meno recente esperienza in Nazionale: Gattuso porta una Lazio in cui il gruppo è quel segreto che rende vincenti, Spalletti - out per squalifica dopo il finale nervoso a Cagliari - presenta una squadra stanca, tornata venerdì notte da Vigo e tenuta a riposo fino al fischio d'inizio. Di fatto, la sua Juve in campo non ci scende mai. Per assurdo, esce pure dal canovaccio solito e ci esce peggio: è costretta a lasciare alla Lazio pure le percentuali di possesso palla e prende gol non al primo tiro in porta, ma dopo una serie minacciosa di brividi nell'aria. 

Reazione? Neanche a parlarne. L'intervallo tra i fischi, la ripresa con Woltemade al posto di Alajbegovic: cambia poco, il tedescone non giganteggia e, anzi, al raddoppio laziale, a metà tempo, è già tempo di tirare i remi in barca di una barca che pesca acqua da tutte le parti. Il terzo gol, sul finire della parita, è giusto la sentenza che rende inequivocabile una differenza abissale tra i bianconeri ed una squadra che, va ricordato, nei pronostici di agosto veniva tacciata come candidata alle zone basse ed invece sta lassù con dimostrato merito. 

La Juve? Il peggio è addirittura dopo.

Vicario, ultimo arrivato, che raduna i compagni - pronti alla fuga - per la sfilata della vergogna sotto la curva al fischio finale.

Bremer, il capitano, che ai microfoni denuncia la propria impossibilità di tirare fuori il carattere a compagni che carattere non ne hanno.

Spalletti, al solito dimesso, che tira in ballo lo staff delle performance per il riposo post Vigo, apre a una necessità di confronto con la squadra, e intanto zittisce di rimando Bremer.

Dopo aver giubilato negli anni Allegri, Motta e, per ultimo, proprio dopo una sconfitta contro la Lazio, Igor Tudor, il popolo bianconero ha nel mirino da prassi Luciano Spalletti. E, senza dubbio, dopo la "Incancellabile" sconfitta di stasera, avrebbe anche la colonna sonora con la ricetta, se non giusta, sicuramente preferita: "E ritorno da te".