Antonio Conte e i suoi messaggi. Ma i tempi sono sbagliati.
Il pentimento è arrivato. Antonio Conte getta la maschera e afferma candidamente che aver abbandonato la Juventus dopo tre anni, a stagione appena iniziata, fu un grosso errore. Cosa ci vuoi dire Antonio? Dopo anni di silenzio, adesso arrivano parole forti e decise, con la netta sensazione, e anche qualcosa di più, che il messaggio abbia un destinatario ben preciso, anzi due, la nuova società bianconera e tutto il popolo juventino. Insomma, il sottotitolo è “ io ci sono, io sono qui, sono pronto a tornare”. Il tutto nel bel mezzo di una stagione ancora agli albori, che si preannuncia tutto meno che tranquilla, il caso Pogba, quello Fagioli, con le conseguenze che potrebbero portare. Ma Antonio ha deciso di rompere il muro, di picconarlo definitivamente, forte anche della coincidenza delle celebrazioni dei 100 anni della proprietà Agnelli. Occasione nella quale, il velo è calato, perché gli occhi parlavano chiaro.
Sinceramente però non è questo il momento di pensare troppo al futuro. O meglio al futuro si, ma quello di gennaio dove Giuntoli, ancora una volta libero di esprimere il suo amore per la Juventus, dovrà fare qualche piccolo miracolo per rinforzare una rosa che da domenica prossima si troverà con un centrocampo ridotto all’osso. Ecco perché gli errori di Pogba e Fagioli dal punto di vista calcistico sono imperdonabili. Leggerezze e debolezze che la squadra rischia di pagare caro, molto caro. Poi c’è l’aspetto umano, che soprattutto per Niccolò, senza togliere nulla a Pogba che però dovrebbe avere una maturità diversa, non deve passare in secondo piano. Patteggerà e probabilmente vedrà ridotta la squalifica, ma la società e i tifosi, e parliamo solo dell’aspetto professionale, avranno ancora fiducia in lui? Difficile, molto difficile, adesso però l’unica cosa che conta per il ragazzo è quella di ritrovare se stesso, e qui non c’è squalifica temporale che tenga: il percorso dovrà essere attento e minuzioso, anche se ci volesse più tempo rispetto a quella che sarà la sospensione. E qui ci fermiamo, perché le analisi sociologiche, la vita privata, un certo gossip fine a sé stesso, lo lasciamo ad altri.
Ci sarà però da ricompattare il gruppo, in attesa di capire cosa altro emergerà dall’inchiesta che la procura di Torino farebbe bene a secretare e soprattutto a evitare che qualcuno possa arricchircisi sopra sfruttando chi è disposto a mettere davanti alla professione e ad un minimo di deontologia, le confessioni di personaggi molto più che discutibili.
Allegri si trova di fronte all’ennesima sfida, dove l’aspetto psicologico diventerà fondamentale. Ma stavolta, rispetto all’anno scorso, non dovrà farlo da solo, perché alle sue spalle c’è una società che dovrà liberare l’allenatore da compiti che esulano dal campo. Il lavoro non manca. E questa porzione di campionato ci dirà davvero tanto. Milan e Fiorentina in trasferta Verona e Cagliari in casa. L’asticella, soprattutto in trasferta di alza e la squadra dovrà aumentare i ritmi e il livello delle prestazioni per portare a casa punti. Ma quando riusciremo a tornare a parlare solo di calcio? Le nubi all’orizzonte non lasciano presagire niente di buono
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

