Crollo Juve tra antichi difetti, criticità non risolta dal mercato e arbitri

Crollo Juve tra antichi difetti, criticità non risolta dal mercato e arbitri
venerdì 6 febbraio 2026, 14:53Editoriale
di Quintiliano Giampietro
La Juve prima spreca, poi cade sotto i colpi dell'Atalanta che vola in semifinale di Coppa Italia: rigore assegnato alla Dea quanto meno dubbio

Primo obiettivo stagionale fallito: la Juve è fuori dalla Coppa Italia, in semifinale va l'Atalanta. La serata di Bergamo racchiude un pò tutto quanto ruota attorno ai bianconeri. Solito dominio, diverse occasioni create, ma puntualmente manca chi le concretizza. Tradotto, un centravanti vero. Lo stesso chiesto da Spalletti nel mercato di gennaio e non preso, dopo i tentativi falliti con modalità non proprio da grande società. "Sono contento di quelli che ho", le parole di Lucio nel post gara. Non poteva dire altrimenti, ma immaginiamo la sua mente sia andata ai giorni di mercato in cui aspettava l'annuncio di un numero 9 con determinate caratteristiche, salvo poi restare deluso. Il crollo è conseguenza di una squadra inevitabilmente sbilanciata e con poco equilibrio nella ripresa, nel tentativo di recuperare il risultato.  

La Juve è uscita dalla Coppa Italia in un modo sotto certi aspetti beffardo se si analizza la partita, per buona parte dominata. Poteva stare avanti di due reti, tra l'occasione divorata da Conceicao, la traversa dello stesso portoghese, l'errore di McKennie, il colpo doi testa mancato da David, invece ha subito l'1-0 con un rigore discutibile e non poco. Dopo lo svantaggio, la Signora ha avuto però oltre un'ora per rimediare. Ci ha provato anche con diversi cambi, ma qui entriamo nell'altro atavico difetto: come spesso accade, le cosiddette seconde linee non sono all'altezza dei titolari (va ricordato che Yildiz è rimasto in panchina per non rischiare dopo il problema muscolare). Dei subentranti ha fatto bene solo il neo acquisto Boga, inesistenti Koopmeiners, Zhegrova e Openda, senza infamia e senza lode Holm, altro arrivo di gennaio. L'impressione è che con questa rosa certamente non eccelsa tecnicamente, Spalletti stia facendo qualcosa di simile ad un miracolo sportivo. 

Non è un alibi per la Juve, ma va sottolineata la solita prova discutibile della squadra arbitrale. Rispetto al rigore di cui sopra, Fabbri in realtà non l'aveva assegnato perché era inattesa la palla che ha sfiorato il braccio di Bremer. Il brasiliano si è scusato, ma non doveva. In altre circostanze si è lasciato correre. Ci ha pensato il Var a far cambiare idea all'arbitro. Come spesso accade in questo campionato, gli uomini di Lissone stanno decidendo diverse partite, magari alla fine anche la corsa per gli obiettivi delle squadre. Gli arbitri ormai sono assoggettati al Var. Sui falli di mano siamo di fronte ad un regolamento cervellotico, ai limiti dell'anti-calcio. Sempre a Bergamo, nemmeno un controllo, invece, per una trattenuta in area dell'Atalanta da parte di De Roon su Cambiaso. Film già visto, stessa trama di altri, ma con finale diverso.