Perché Spalletti non ha di che lamentarsi

Perché Spalletti non ha di che lamentarsiTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
Il tecnico della Juventus è comunque corresponsabile del 6° posto dello scorso anno e del ribaltone societario che ad oggi ha cambiato poco

Il mercato della Juventus fin qui ha visto i bianconeri chiudere in entrata Celik, Ekhator, Kolo Muani e Alajbegovic, mentre in uscita, a parte tanti ragazzini, è partito solamente Openda tra gli esuberi (Vlahovic e Kostic hanno salutato per fine contratto). Nella piazza bianconera, reale e social, serpeggia ancora il malumore per l'assenza di un nuovo portiere e qualche centrocampista, e in molti sostengono che Luciano Spalletti a queste condizioni non reggerà a lungo, perdendo la pazienza.

Nei giorni scorsi abbiamo letto sui media di un presunto sfogo del tecnico di Certaldo nei confronti dei giocatori, ai quali Spalletti avrebbe rinfacciato uno scarso impegno, soprattutto dopo l’amichevole contro il Basilea. L’allenatore della Vecchia Signora ha chiesto sostanzialmente una scossa, che però alcuni elementi non sono mai riusciti ad avere nemmeno con i precedenti allenatori.

La storia si ripete da Allegri a Thiago Motta, da Tudor a Spalletti: qualche piccolo ciclo di buoni risultati, poi sempre gli stessi errori tecnici e la stessa fragilità mentale. È anche per questo motivo, che se il tecnico toscano ha assolutamente ragione nello strigliare i calciatori, non ha alcun motivo per lamentarsi dell’attuale situazione di stallo del mercato. In primis, perché, come da lui stesso confermato, a incidere sulle difficoltà in entrata e in uscita c’è sicuramente il 6° posto di cui è corresponsabile.

Le colpe sono sempre e in primis dei calciatori che vanno in campo, poi della società che ha costruito la squadra e infine anche dell’allenatore. Per cambiare guida tecnica e affidarsi a Spalletti, la Juventus ha fatto uno sforzo economico importante ma nonostante qualche settimana alternata di buone cose (soprattutto dal punto di vista del gioco), il finale di stagione è stato disastroso sotto ogni punto di vista. I tanti punti persi con le ultime della classifica, sono lì a confermare che globalmente alla fine non si è fatto bene.

Nonostante ciò, e pur conoscendo bene la situazione relativa ai paletti finanziari (“molti di questi giocatori resteranno qui anche l’anno prossimo”, disse) il tecnico ha preteso e ottenuto l’azzeramento dell’area sport, con tanto di maggiore coinvolgimento nelle operazioni di mercato. E oggi, nonostante l’arrivo di Giovanni Carnevali in qualità di ad e dg (uno dei migliori in assoluto sulla piazza) e Frederic Massara la strada rimane ancora in salita.

Come avevo scritto a suo tempo proprio in questa sede, ora di parafulmini non ce ne sono più e Spalletti non ha di che lamentarsi. L’unica cosa che può fare, anche se non dovessero arrivare rinforzi importanti, è portare questa squadra al quarto posto fallito lo scorso anno. I margini ci sono e ci devono essere, perché comunque, al netto delle entrate e uscite effettuate fin qui, quello della Juventus rimane il secondo monte ingaggi della Serie A e, come diceva qualche anno fa qualche “narratore indirizzato”, il secondo monte ingaggi del campionato non può arrivare sesto.