L’inarrestabile macchina del fango mediatica nei confronti della Juventus

L’inarrestabile macchina del fango mediatica nei confronti della JuventusTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 28 ottobre 2022, 00:00Editoriale
di Franco Leonetti

Ogni situazione, ogni ipotesi, ogni velina, diventa il “giusto” pretesto per martellare la società  e la dirigenza della Continassa. Il solo nome Juventus dapprima ispira e poi arma la longa manus mediatica, pronta a produrre titoloni, servizi, approfondimenti e quasi sentenze, pur di gettare discredito e ampliare l’occhio del ciclone. Talvolta con rumors infondati, totalmente fuori dal seminato giuridico-sportivo. Il garantismo, questo sconosciuto, nel nostro Belpaese le sentenze vengono prima stilate sui media e in seguito, eventualmente, in tribunale. L’eventualmente va doppiamente specificato, perché nell’inchiesta della Procura di Torino legata alle plusvalenze, con le accuse tutte da provare circa il “falso in comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato”, la società Juventus potrebbe non andare nemmeno a processo.

Dovrà essere la Procura stessa a rinvenire prove schiaccianti tali da aprire un procedimento penale. Però per parecchi media, la Juventus risulta già colpevole, con alcuni titoli finiti in edicola nei giorni scorsi, che provocano puro ribrezzo per toni e contenuti. Eppure il termine ha una sua chiara valenza, dicesi garantismo: il Principio dello stato di diritto che si concretizza nell'esistenza di un insieme di garanzie costituzionali atte a tutelare le fondamentali libertà dei cittadini nei confronti del potere pubblico e, in particolare, nei confronti del potere giudiziario. Ovvero sino a sentenza di un tribunale deve esistere la chiara e lecita presunzione d’innocenza degli indagati. Invece il nostro sistema, in particolare quello legato al caotico e plurisfaccettato mondo dell'informazione, tende ad invertire il principio, creando abominevoli non verità. Il trattamento riservato al caso dell’inchiesta Prisma, in attesa di notizie dalla Procura di Torino, rappresenta l’ennesimo esempio lampante di accanimento nei confronti di Juventus e del presidente Andrea Agnelli.

A tal riguardo, nessuno ha dimenticato titoloni e nette sentenze mediatiche anticipate, quando la Procura di Perugia si attivò sollevando il polverone del caso-Suarez, giocatore che poi nemmeno vestirà la maglia bianconera. Mitragliate di fango sulla Juve, illazioni, presunte valutazioni definitive, rischi sportivi da tregenda, l’importante è creare un “casus Juventus”, magari facendo uscire, in anteprima, sui media, indiscrezioni e spifferi ancor prima di comunicarle ai diretti interessati: un costume tipico della nostra bella Italia. A pensare male si fa sempre peccato, sicuramente, ma le narrazioni e lo sviluppo reale delle vicende, molto spesso viaggiano su due piani paralleli che spesso non si incontrano. L’indignazione cresce nei tifosi bianconeri che si sentono ingiustamente vessati e perennemente chiamati in causa da un’inarrestabile, inesorabile, macchina del fango mediatica sempre accesa, diretta sempre e solo a senso unico nei confronti della Juventus. Salvo poi ritrattare tutto, a sentenze pronunciate o al termine delle inchieste, con poche righe distanti dalle prime pagine, e le attenzioni morbose e colpevoliste riservate, che si sciolgono lievi, come un fil di fumo all'orizzonte, lontane dai riflettori.