Pedullà avvisa la Juve: «Cambiare ancora allenatore non è la soluzione»
Alfredo Pedullà condivide il ragionamento di Giovanni Carnevali sulla necessità, per la Juventus, di dare continuità al proprio allenatore. Ma mette in guardia la società da un'altra rivoluzione in panchina. Sul suo canale YouTube, il giornalista ripercorre gli ultimi anni bianconeri, segnati dai cambi tra Sarri, Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti.
Secondo Pedullà, molti di questi avvicendamenti sono arrivati troppo presto: «La Juve ha commesso un sacco di errori», osserva, ricordando anche la scelta di interrompere l'esperienza di Sarri dopo la conquista dello scudetto. Il punto, oggi, è evitare di ripetere lo stesso copione. Spalletti è arrivato da meno di un anno e, secondo Pedullà, dovrebbe avere il tempo necessario per costruire il proprio lavoro.
Il problema è che, come sempre, saranno i risultati a decidere: «Se perdi le prossime due, le prossime tre o fai due sconfitte e un pareggio, ti tagliano la testa». Da qui la riflessione sulla possibile svolta tattica. Si parla di una Juventus con la difesa a tre, Kalulu, Lucumí e Bremer, un centrocampo a due e due esterni, riducendo il numero dei trequartisti e affidandosi a una sola punta. Pedullà però si chiede se sia davvero questa la strada per salvare la stagione.
Il dubbio riguarda soprattutto la coerenza del progetto. «Un allenatore per salvare la pelle deve cambiare sistema di gioco ogni tre minuti?», domanda il giornalista. Per Pedullà, cambiare modulo può essere una soluzione durante una partita, ma trasformare improvvisamente il sistema di riferimento rischia di cancellare il lavoro fatto nei mesi precedenti.
E c'è anche una questione legata al mercato. La Juventus ha investito molto sugli esterni offensivi e sui trequartisti: Conceição, Nico Gonzalez, Boga, Yildiz, Zhegrova e Alajbegovic sono alcuni dei profili citati da Pedullà. Cambiare radicalmente assetto significherebbe quindi interrogarsi sul senso delle scelte fatte in estate. Il messaggio finale è chiaro: la Juventus, secondo Pedullà, dovrebbe «fermare il tempo per un anno e mezzo» e andare avanti con un allenatore, evitando di ricominciare ogni volta da capo. «Cambiando e ricambiando pensi di stare meglio, ma probabilmente stai peggio», sostiene. La vera sfida, adesso, sarebbe trovare una linea e seguirla con convinzione, senza farsi guidare dagli umori del momento.
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178


