La bellezza di una serata a tinte bianconere. La tristezza di chi non riesce a godersele. Ma lo scudetto resta sempre un miraggio

La bellezza di una serata a tinte bianconere. La tristezza di chi non riesce a godersele. Ma lo scudetto resta sempre un miraggio TUTTOmercatoWEB.com
martedì 24 ottobre 2023, 15:17Editoriale
di Alessandro Santarelli

Una serata che il popolo juventino aspettava da tempo. Che il popolo juventino merita per tutto quello che è accaduto e continua ad accadere. Che merita perché una serata con il sorriso a trentadue denti era tempo che non arrivava. Bravi, bravi tutti, bravi nella lettura della partita, bravi nella gestione, bravi nello spirito di sacrificio e nella voglia di gettare il cuore oltre le disavventure dentro e fuori dal campo. Bravi perché il supponente Milan è stato messo in un angolo senza praticamente mai impensierire la Juve, se non nell’unica occasione dove Szczesny ha opposto i polpastrelli per deviare una freccia velenosa di Giroud. E dispiace per chi non si è goduto la vittoria, dispiace per chi, schiavo di personaggi anacronistici, continua nella battaglia portata avanti per dividere e non per unire. Dispiace per chi antepone, e di juventino c’è davvero poco, il proprio ego e le proprie battaglie personali, spesso fonte di insperati e immeritati guadagni via social, a dispetto della Juventus.

Non ti curar di loro ma guarda e passa, diceva il sommo poeta, ed è quello che devono fare tutti coloro che amano la Juventus. Criticare quando si deve, quando è giusto, quando è evidente, ma allo stesso tempo esaltare ed esultare per  una squadra che a San Siro ha dato una risposta importante. Incerottata, con i propri limiti e con i propri difetti, ma viva, battagliera e determinata. Ci sarà da stringere i denti da qui a gennaio, ci sarà da tamponare e coprire le lacune che anche numericamente ci sono nella rosa, ma lo spirito visto a Milano è quello giusto. Quando mancano le individualità ci deve essere il gruppo, devono essere i gregari a guidare, e cosi è successo. Un manipolo di giovani, guardate la panchina che aveva a disposizione Allegri, ovviamente eccezion fatta per Vlahovic e Chiesa, che tramite i risultati possono prendere coraggio e superare anche squadre sulla carta più forti.

Vittoria che può cambiare gli obbiettivi? Non credo, resto sempre dell’idea che lo scudetto sia un miraggio, un qualcosa da inseguire idealmente ma con la giusta consapevolezza. Non basta giocare solo una volta alla settimana per prevalere sul resto dei pretendenti al titolo, ma certo vittoria può portare vittoria, ma soprattutto creare autostima. Ed è  bello vedere l’autorità con cui Huijsen  è entrato in campo, è bello vedere come i due statunitensi abbiano lavorato in coppia su Leao, ed è bello celebrare Moise Kean, autore di una bella partita anche con la macchia del gol sbagliato, è bello notare un Rabiot fiero con la fascia da capitano al braccio, è bello gioire assieme a Locatelli quasi commosso nella sua esultanza.

Adesso però occorre tornare subito con i piedi per terra, lavorare in vista di una partita, sabato con il Verona, che cadrà in un turno che prevede ben tre scontri diretti, Inter Roma, Lazio Fiorentina e Napoli Milan. Servirà una vittoria per capitalizzare al meglio quanto fatto domenica sera. Tutti insieme, tutti uniti. Perché esultare insieme alla nostra vecchia signora è una cosa meravigliosa. E ci dispiace per chi non riesce a capirlo..Ma come si suol dire in questi casi, il problema è loro.