La pochezza del Toro, i tormenti di Bonucci e le paure di Allegri

La pochezza del Toro, i tormenti di Bonucci e le paure di AllegriTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 17 ottobre 2022, 18:09Editoriale
di Antonio Paolino
Il derby riporta la vittoria, cancella il ritiro e sbiadisce la crisi. Intanto Bonucci riflette sul suo futuro mentre Allegri pensa al'Empoli

Nella settimana del mini-ritiro, definibile pragmaticamente inutile e di facciata anche fosse continuato, la Juve batte un colpo al Toro e rivede i sorrisi dei suoi giocatori. Una squadra che non poteva fare molto di più, rispetto alla debacle di San Siro e Haifa, ma che facendo anche solo qualcosa di meno avrebbe concesso il fianco anche alla modestia dei granata. La squadra di Juric, alla vigilia, si era venduta bene, pur arrivando da quattro turni di campionato senza vittorie, e con la fame giusta per spaventare – a parole – i rivali bianconeri. Nulla di tutto questo: tante corna e tutte spuntate, soprattutto in attacco. 

Derby - Le certezze, in casa Juve, erano invece proporzionali alla paura di ricadere negli stessi errori. Ci ha pensato Vlahovic, con la sua zampata, a riportare un po' di sereno. E i numeri da bomber sono migliori rispetto alla sua esperienza in viola, nonostante la percezione possa condizionare anche chi non dovrebbe. Il Toro ha dato quello che poteva, la Juventus quello che serviva dopo essersi ricompattata sotto lo scudo del più carismatico: Danilo. È lui il vero leader di questa squadra e l'unico capace di poter usare i toni e le giuste parole per rianimarla. Agli altri, il compito di ascoltare e di sfruttarle in campo dove corsa e palleggio sono ancora da migliorare (tanto). Ma non si può fare tutto nel corso di un ritiro, come abbiamo detto, di facciata. Le vittorie non arrivano però mai per caso, come neppure le sconfitte. Ci sono momenti in cui le cose non girano per il verso giusto e dove ognuno mette il proprio io davanti al noi. Proprio su questo concetto si è soffermato il brasiliano prima del fischio d'inizio, facendolo senza fascia da capitano, arrotolata al braccio di Cuadrado, e in assenza di Bonucci, fatto accomodare in panchina fino all'infortunio di Bremer. 



Bonucci – Non è e non sarà un caso. E non lo possono far diventare, già ora, simpatie o antipatie per quello che la sua storia sportiva non racconta. Il Milan è un pezzo sbagliato del puzzle, il futuro lontano dalla sua Juventus una possibilità concreta per chiudere la carriera in stile Buffon: lontano dal cuore, ma nel rispetto della propria ambizione. Da capitano ritrovato non è riuscito a riconquistare la totale fiducia dei tifosi, figuriamoci di Allegri orfano di Barzagli, Buffon e Chiellini, i tre parafulmini del quartetto. Ad oggi, e dopo la panchina annunciata da una lettera “stonata” a Repubblica prima del derby, Bonucci sembra davvero aver preso in considerazione la possibilità di cambiar aria entro l'estate in modo anche da alleggerire le casse della società. La Juve sembra non saperne niente, ma non è questo il momento per poterlo ammettere. Dietro l'angolo c'è l'Inghilterra e le non poche voci di chi lo conosce più che bene. @Radiobianconera e questo sito ne sono solo gli amplificatori.

Allegri – Il tecnico bianconero, dopo la prima vittoria in trasferta, tira un sospiro di sollievo. Se la ride con Barzagli nel post derby e saggiamente sminuisce qualsiasi tipo di attrito convinto di poter portare a termine la sua difficile missione. Fino a novembre, maggio o fino a quando Agnelli sarà nelle condizioni di poterlo difendere. Risultati e parenti permettendo.