Tanta polvere e poche stelle. La Juve si fa male da sola
Il problema è serio. E forse ce n'è più di uno e a questo punto, di non facile soluzione nel breve. A meno di buttare all'aria anche questi ultimi due anni, sollevando dall'incarico l'attuale allenatore e lasciando la patata bollente ad un successore che possa resettare senza scrupoli. E che possa soprattutto tornare ad essere credibile dentro e fuori lo spogliatoio. Insomma, una figura riconosciuta totalmente dalla squadra e non meno anche dai tifosi. La polvere dei problemi accumulati negli ultimi anni è stata nascosta sotto i risultati positivi ottenuti in casa contro Bologna e Makkabi. La trasferta di San Siro rappresentava il test verità. Qualcuno confidava nel tris, qualcun altro - stagnando nel pessimismo cosmico – nella disfatta definitiva. E in tanti nella possibilità di mettere quantomeno in difficoltà i rossoneri, così, anche solo per una questione di rivalità e orgoglio.
Problemi - Questa squadra, questo allenatore e questa società stanno rendendo, e facendo rendere, meno di quanto dovuto e possibile. E le cause non possono essere solo tecniche, ma principalmente di coesione tra le componenti e di leadership. Insomma, dall'esterno sembra che Allegri non riesca più ad essere il collante della situazione, figuriamoci un creatore di idee di gioco in un contesto di pesante ricostruzione. Non tutti gli allenatori sono bravi a sporcarsi le mani senza il forte contributo dei giocatori presenti in rosa.
Gioco – Il gioco, nel calcio, è la conseguenza dei giocatori che hai e della capacità di utilizzarli nei propri ruoli. Sempre che la fiducia sia ricambiata, tra quello che proponi e quello che in campo ti viene restituito. L'entusiasmo mostrato dal Milan di Pioli, dopo la batosta di Coppa, rappresenta la vera risposta al dubbio amletico: meglio un giocatore già bravo di suo o uno da saper far crescere. Ovvio, meglio tanti giocatori “super” o almeno capaci di ascoltare l'allenatore. Altrimenti la storia ha già un finale scritto e intuibile dai tanti (troppi) errori tecnici inaccettabili a certi livelli. La situazione vissuta in casa Juve non aiuta a crescere i giovani e i nuovi, salvo quelli con talento e svezzati dalla lunga carriera. Tanto per essere chiari non sarà facile - in queste condizioni – neppure per Di Maria, Paredes e Pogba risollevare questa squadra. La curva di rendimento sinusoidale aspetta adesso l'esito della trasferta in Israele e del derby. Ma giocare alla giornata, come quest'anno, non è proprio da Juve. E nemmeno da Allegri che oramai non alza neppure più la voce in conferenza. E ci dicono neppure più con la squadra. Con le buone o le cattive maniere, sarà una stagione difficile e incerta. Senza ottavi di finale sarebbe già un dramma, addirittura un fallimento se non ci si qualificasse tra le prime quattro in classifica. E all'orizzonte si intravede solo un bivio. Quello del tredici novembre con la freddezza della decisione da prendere prima che sia troppo tardi.
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