Il girone è uscito: quest'anno il sogno Serie B non è più impossibile
Il ritorno nel girone A può cambiare la stagione della Juventus Next Gen
La composizione dei gironi di Serie C 2026-2027 ha riportato la Juventus Next Gen nel raggruppamento A dopo due stagioni trascorse prima nel girone C e poi nel girone B. Un ritorno che va ben oltre il semplice aspetto geografico e che potrebbe rappresentare un punto di svolta per il progetto bianconero.
Dopo aver affrontato realtà molto diverse negli ultimi due campionati, la seconda squadra della Juventus ritrova il girone del Nord, quello storicamente più vicino alla propria identità e composto da società di grande tradizione come Novara, Pro Vercelli, Lecco, Carpi, Cittadella, Renate e Trento. Un campionato competitivo, equilibrato e ricco di piazze importanti, che rappresenterà un banco di prova significativo per i giovani bianconeri.
L'Union Brescia parte davanti a tutti
Ai nastri di partenza, però, la squadra indicata dagli addetti ai lavori come principale favorita sembra essere l'Union Brescia. Il club, nato dopo la riorganizzazione del calcio bresciano in seguito alla crisi del Brescia, riparte dopo una stagione da protagonista culminata con la finale playoff e si presenta come una delle formazioni più attrezzate dell'intero girone.
Alle sue spalle, però, la lotta si preannuncia apertissima. Cittadella, Lecco, Renate, Novara e Carpi proveranno a recitare un ruolo da protagoniste, mentre la Juventus Next Gen potrebbe rappresentare la vera variabile del campionato.
Molto dipenderà dalle decisioni di Spalletti
La vera forza della Juventus Next Gen dipenderà infatti dalle scelte che verranno prese nelle prossime settimane tra prima squadra e seconda squadra.
Durante il ritiro estivo diversi giovani provenienti dalla Next Gen stanno convincendo Luciano Spalletti. Tra questi figurano Justin Oboavwoduo, Owusu, Licina, il giovane attaccante Durmisi, schierato titolare nell'amichevole contro lo Standard Liegi, e il difensore Gil Puche, ormai da tempo uno dei punti di riferimento della formazione bianconera.
La domanda è semplice: quanti di questi ragazzi rimarranno stabilmente aggregati alla prima squadra e quanti, invece, torneranno a disposizione della Next Gen? È una risposta che potrebbe cambiare completamente il livello tecnico della squadra di Brambilla.
Brambilla riparte dalla continuità
Un'altra certezza è rappresentata dalla panchina. La Juventus ha infatti confermato Massimo Brambilla, rinnovandogli il contratto e affidandogli ancora una volta il compito di guidare uno dei progetti più importanti del club.
Brambilla conosce ormai perfettamente la categoria e, soprattutto, sa come valorizzare i giovani. Negli ultimi anni la Next Gen è diventata un passaggio fondamentale nella crescita dei talenti bianconeri e l'obiettivo sarà ancora quello di accompagnare quanti più giocatori possibile verso la prima squadra, senza però rinunciare ai risultati.
Quest'anno si può alzare l'asticella?
Negli ultimi anni la Juventus Next Gen ha ormai preso l'abitudine di qualificarsi ai playoff, dimostrando di poter competere stabilmente con le migliori della categoria. Ma questa stagione potrebbe essere diversa.
Se una parte dei giovani oggi osservati da Spalletti dovesse disputare gran parte del campionato con la Next Gen, il tasso tecnico della rosa crescerebbe sensibilmente. A quel punto l'obiettivo non sarebbe più soltanto conquistare un posto negli spareggi promozione, ma provare ad arrivarci da protagonisti e giocarsi concretamente il salto in Serie B.
L'Union Brescia resta la favorita del girone, ma la Juventus Next Gen sembra avere tutte le carte in regola per inserirsi nella corsa alle prime posizioni. Molto dipenderà dalla composizione definitiva della rosa, ma una cosa appare già chiara: con il ritorno nel girone A e la conferma di Brambilla in panchina, il progetto bianconero entra probabilmente nella sua stagione più ambiziosa.
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