Mercato di gennaio: va risolto il problema dell’esterno basso mancino

Mercato di gennaio: va risolto il problema dell’esterno basso mancinoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
A sinistra c'è un buco, al quale Spalletti ha ovviato con Celik. Il mercato di gennaio dovrà fornire impulsi di peso in quella zona di campo

Una pausa lunghissima per le nazionali che vedrà i tifosi bianconeri attendere, in spasmodica attesa, l’arrivo dell’11 ottobre. Solamente in quella data la Juve ritroverà il campo e sarà di scena a Cagliari, in un’inimmaginabile sfida, che vista la classifica momentanea, vale per l’Europa, contro il sorprendente Cagliari di Pisacane. Ma mancano ancora tanti giorni ed è logico in questo frangente stilare un mini bilancio, soppesando alcuni giudizi e valutando alcune chiare indicazioni giunte dalle sei sfide che, concretamente, la Juventus ha scaricato sul manto erboso. Tre i punti focalizzati che sul mercato estivo, a scanso delle dichiarazioni di prammatica, avrebbero potuto completare ancora più efficacemente l’organico: il centravanti di ruolo richiesto da Spalletti sin da gennaio, un centrocampista navigato ed esperto capace di prendere per mano il reparto, e un esterno basso di sinistra dove si è creato un buco, senza una reale alternativa. Per quanto concerne la corsia esterna vanno fatte delle chiare specifiche, fino alla partita contro l’Atalanta, sia per scelta tecnica, ma anche per gli infortuni, Mister Spalletti ha dovuto adattare Celik, che si è disimpegnato bene nel ruolo, lui che il suo meglio lo da sulla fascia opposta. Prima Cambiaso e poi Cabal hanno avuto noie e guai che li hanno tenuti in infermeria sin dall’inizio del campionato. Cambiaso alla prima casalinga ha subito un trauma alla caviglia, ed oggi appare recuperato, il colombiano, causa uno dei suoi soliti problemi muscolari che lo hanno relegato ai box, dovrebbe tornare a disposizione per la ripresa della serie A. L’emergenza totale ha creato sicuramente un’opportunità in questo primissimo scorcio di stagione, ma il problema sulla fascia di sinistra persiste ed è rimasto irrisolto. Lapalissiano, come ripeto da mesi, che Carnevali e Massara non potessero colmare tutte le lacune del parco giocatori in una sola sessione di mercato, dovendo anche cedere moltissimo. Ma alcune mancanze evidenti sono rimaste e vengono anche considerate impellenti da allenatore e dalla stessa società.

La situazione del cosiddetto “terzino sinistro” per usare una definizione vecchio stampo, continua ad essere reale e vivida anche con il rientro dei due infortunati, per quale motivo? La risposta ha una matrice semplice, Spalletti, già nella scorsa annata aveva bocciato Cabal per le sue caratteristiche e per il suo rendimento disastroso in stagione, e lo avrebbe voluto veicolare ad un altro club, introitando un interprete di maggior affidamento, spinta e copertura. Invece, purtroppo, la sessione estiva non ha prodotto nulla di tutto ciò. La Juventus ha provato più volte ad intavolare trattative per la cessione del fluidificante colombiano, senza riuscire ad arrivare a dama, prima il Bologna, poi un interessamento dell’Atalanta e qualche altro sondaggio giunto in sede, ma nemmeno all’ultimo giorno di campagna trasferimenti la situazione ha trovato uno sbocco, e men che meno un coronamento. Un vero peccato per tre motivazioni acclarate: in primis Cabal avrebbe trovato una nuova piazza ove giocare e mettersi alla prova, in secundis la società che aveva già apparecchiato tutto, si è trovata a dover retrocedere su Tagliafico, già campione del mondo e calciatore di sicura produttività, terzo: la squadra ne avrebbe sicuramente giovato, ottenendo un rinforzo in una zona nevralgica del campo. Nicolas Tagliafico, nonostante i 34 anni, resta uno dei profili che avrebbe innalzato la qualità e la fase difensiva in quella zona dello scacchiere, e in più sarebbe giunto a Torino quasi a zero, insomma tutto era pronto, ma serviva l’uscita di Juan Cabal che non è avvenuta, anche per il diniego da parte del ragazzo di lasciare la Juve negli ultimi giorni di mercato. Così il colpo in canna è rimasto tale, con tanti saluti all’operazione intelligente allestita, anche per esigenze di bilancio, che era stata confezionata da emissari vicino al giocatore argentino. Ma il problema vero in casa Juve, in questo momento, riguarda la titolarità in quella zona di campo. Cambiaso, escluso dall’undici iniziale sia con Frosinone e Parma per scelta tecnica, è finito in panchina e ha visto Celik giocare al suo posto, ergo il turco ha carpito l’occasione, facendo anche bene, relegando l’ex Genoa fuori dalla formazione di partenza. Alla ripresa del campionato capiremo se Cambiaso riprenderà il suo posto in fascia o meno, oppure se verrà dirottato in mediana, vista l’ecatombe di infortuni gravi e di operazioni chirurgiche patite dalla Vecchia Signora, ma la problematica che riguarda la posizione bassa della corsia mancina rimane intonsa e necessita di una soluzione.

Il mercato di gennaio potrebbe rivelarsi la giusta possibilità per riparare a questa carenza, non è un mistero che la dirigenza bianconera stia vagliando alcuni nomi nel panorama calcistico europeo e non, per capire la fattibilità di un’eventuale operazione. I dirigenti della Vecchia Signora osservano da tempo l’algerino Rayan Ait-Nouri, 25enne terzino mancino del Manchester City, e si potrebbe indirizzare il tutto su un prestito, visto che il ragazzo in Inghilterra sta giocando pochissimo e ovviamente scalpita. E’ tornato di moda il profilo di Emerson Palmieri, già offerto alla Juve in estate; tra i nomi all’interno del file della dirigenza juventina il suo persiste, anche per il gradimento che Spalletti avrebbe espresso nei confronti di un giocatore che ha già avuto alla Roma e che conosce bene. Tra i profili seguiti con grande attenzione c’è anche Abner, esterno brasiliano classe 2000 del Lione, che ha un vincolo contrattuale in scadenza nel 2029. La dirigenza di Madama segue il calciatore da tempo, chiaro che servirà sondare il terreno per valutarne costi, condizioni e fattibilità. In tutto questo scenario dettagliato, non va scartata l’ipotesi di un ritorno di fiamma:Tagliafico potrebbe riapparire come nome ricorrente nel mercato di gennaio, visto che l’operazione proposta ad agosto, ingolosiva tutte le componenti. In tutto questo domino però servirà necessariamente la partenza di Cabal, che rappresenta la conditio sine qua non per arrivare ad un nuovo innesto. Solo in quel modo la Juventus potrà dotarsi di un esterno basso mancino che, mai come oggi, appare indispensabile per alimentare la visione tattica spallettiana, aumentando lo sprint in corsia, la qualità in avanti e la capacità di operare coperture difensive.