Al netto dell'arbitro, i soliti regali
Una sola vittoria nelle ultime cinque partite ufficiali, due pareggi e altrettante sconfitte. Tutte hanno un minimo comune denominatore: la Juventus che gioca bene, che è unita, fa bene tante cose, ma regala sempre e tanto. In fase difensiva, in costruzione, in sviluppo… È fin troppo chiaro che la gara persa al Meazza contro l’Inter sia condizionata dall’espulsione fantoccio di Kalulu e rimane il dubbio, che no c toglieremo mai, su quale tipo di gara sarebbe venuta fuori nella ripresa 11 contro 11.
Resta il fatto che ancora una volta la Juventus va sotto dopo una serie di regali incredibili nei pressi della propria area, da David a Cambiaso finendo con Di Gregorio che poteva sicuramente fare di più. Nonostante il pari dello stesso Cambiaso, nella prima frazione di gioco diverse transizioni positive si sono interrotte per via di errori macroscopici tecnici e nelle scelte, una costante degli ultimi 5 anni e di cui hanno parlato sempre nell’ordine Allegri, Motta, Tudor e Spalletti. Per non parlare, poi della fragilità difensiva, che è tornata prepotentemente anche con Bremer in campo.
Insomma, puoi migliorare il gioco quanto vuoi, gli errori dei calciatori sono sempre gli stessi. L’impegno c’è e si vede, soprattutto nella ripresa quando dopo il 2-1 dell’Inter la squadra non si impaurisce e trova i nervi per andare a fare il 2-2. Peccato per il crollo nel finale che porta alla rete di Zielinski e che punisce la Signora oltre i suoi demeriti. Al netto dell’errore arbitrale e della gara indubbiamente condizionata, si è vista chiaramente una differenza di caratura tecnica nei singoli, con i centrocampisti nerazzurri a palleggiare praticamente sbagliando poco o nulla.
Del resto, la squadra che ha ormai in pugno lo scudetto a metà febbraio, è strutturata da anni e collaudata, con giocatori che hanno una storia internazionale importante. A questa Juve, che sta cercando di creare un’ossatura, serviranno almeno 4-5 innesti del livello dei vari Zielinski, Calhanoglu e Akanji. Poi si potrà parlare di gioco e quant’altro.
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