Non impariamo mai

Non impariamo mai
Ieri alle 23:43Mister Nicolino
di Mirko Nicolino
Al netto degli errori arbitrali, è una Juventus che gioca sicuramente bene con Spalletti, ma gli errori tecnici e di scelte sono sempre gli stessi

La Juventus acciuffa per i capelli un pareggio in casa contro la Lazio e ora le occasioni sprecate non si contano più. Premessa: l’errore di Guida e dei Var, che non concedono ai bianconeri un rigore sacrosanto (che poi va trasformato) pesa tanto e riapre una vecchia ferita visto che il fischietto di Napoli (così come il VAR Maresca) ha espresso la volontà di non arbitrare più la squadra della sua città per la serenità della sua famiglia. Quindi può arbitrare le dirette concorrenti del club della sua città?

Chiusa parentesi, la Juve è quella di sempre, che gioca ormai costantemente bene, ma ogni tot di partite si ferma per un pari o per una sconfitta. E basta con la storia dei “risultati casuali” che non si ripeteranno più giocando bene. Perché gli errori tecnici e di scelte sono costanti e a volte inficiano in maniera decisiva i risultati. Dopo un primo tempo che sembra in totale controllo, anche se davanti a parte Yildiz si crea molto poco, all’intervallo si va con la Lazio in vantaggio per via di una scelta totalmente folle di Locatelli. Il capitano bianconero potrebbe fare qualunque cosa, invece, decide di temporeggiare all’infinito, fin quando non gli viene soffiato il pallone e i biancocelesti si involano per il gol dello 0-1.

A inizio ripresa, approccio svagato della Juventus, che subisce subito la rete dello 0-2, su cui Di Gregorio pare tutt’altro che incolpevole. Davanti una montagna da scalare, ma seppur con tanta fatica e ancora errori inspiegabili per una squadra di vertice, alla fine arrivano le due incornate del solito McKennie e poi di Kalulu, che evitano la figuraccia.

La storia si ripete insomma: senza contare Torino e Fiorentina, visto che ancora Spalletti non era riuscito a incidere, tra Lecce, Cagliari, Atalanta e Lazio 2 sconfitte e altrettanti pareggi, sempre giocando molto meglio degli avversari. La Juve ha oggi un’identità? Sì. Basta per evitare le cappellate? No. C’è da alzare il tasso tecnico a giugno, mentre da qui a fine stagione bisogna farsene una ragione: per il quarto posto sarà una lotta punto a punto e di pronostici non se ne possono fare.