Basta carezze, serve la realtà. I "bravo" non portano punti
Le parole post-partita di Luciano Spalletti, che ha cercato di proteggere Michele Di Gregorio sottolineando un paio di interventi difficili prima di ammettere l'errore sul secondo gol, rischiano di suonare come l'ennesimo paracadute di cui la Juventus non ha alcun bisogno. In questo momento storico, i complimenti di circostanza e i "bravo" spesi per mascherare le lacune servono a poco, se non a rimandare un problema evidente.
La realtà va guardata in faccia senza giri di parole: gli errori individuali, soprattutto quelli di un portiere, costano carissimo e una maglia pesante come quella bianconera o la si può indossare oppure bisogna passare la mano. Se si vuole invertire la rotta e tornare a essere vincenti, serve l'onestà, che a volte lo capisco può essere brutale, non la diplomazia, o meglio non più.
La Juventus ha bisogno di certezze assolute tra i pali e di una squadra che sappia reggere l'urto delle pressioni senza nascondersi dietro ai tentativi di salvataggio mediatico del proprio allenatore. Il tempo delle giustificazioni è scaduto; adesso contano solo i fatti e la solidità.
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