Mentre la Juve sprofonda a Marassi, Mbangula gela San Siro. Rimpianto?

Mentre la Juve sprofonda a Marassi, Mbangula gela San Siro. Rimpianto?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 18:50Primo piano
di Edoardo Masi

In casa Juventus piove sul bagnato. Il campo dà riscontri pessimi, la Continassa fa silenzio e la dirigenza resta con il fiato sospeso. Nel mentre, quando i bianconeri toccano il fondo della loro storia recente, perdendo 2-0 a Marassi al netto di una prestazione a dir poco indecente, Samuel Mbangula, che a Torino in molti si ricordano, gela San Siro con una tripletta in maglia Bologna e inguaia il Milan di Amorim. Era il 23 Luglio 2025 quando il club bianconero, attraverso una nota sui social, comunicava il passaggio del classe 2004 al Werder Brema. Lanciato da Thiago Motta, dopo un inizio di stagione in cui trovava pochissimo spazio, il calciatore belga riuscì a ritagliarsi, nonostante la giovane età, uno spazio importante all'interno delle gerarchie. Da lì 32 presenze (di cui 23 in campionato) condite tra 4 gol (1 in Champions League contro il PSV) e 5 assist. Numeri normali certo, ma per un ragazzo che all'epoca aveva 21 anni e si limitava ad aver giocato soltanto in squadre giovanili, sembravano l'inizio di una bella avventura che avrebbe reso felice lui e il suo club. Da lì però, una parabola discendente.

Con l'arrivo di Tudor, il ragazzo perde spazio e finisce per trasferirsi in Germania. Al Nord una parentesi felice per fare esperienza nella quale è riuscito a mettere a segno 3 gol in 26 presenze. Il 1° settembre 2026, arriva l'inaspettato passaggio al Bologna in prestito con diritto di riscatto. Poche presenze e poco spazio con Tedesco e poi l'arrivo di Palladino. 3 panchine (di cui due per infortunio), 1 minuto a Cagliari e poi la sorpresa di San Siro: 90 minuti, 3 gol e Milan al tappetto. Difficile dire se si tratta soltanto di un exploit, ma una cosa è certa: mentre la Juve attraversa l'ennesimo momento di crisi degli ultimi anni, un ragazzo che a Torino era stato scovato e che aveva tutto il tempo di crescere, fa tripletta a Milano con la maglia di un altro club. Per definirlo rimpianto è troppo presto, ma forse, da qualche parte alla Continassa, qualcuno si starà mangiando le mani