Le Contropagelle di Sassuolo-Juventus, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
DI GREGORIO 6,5 Pierini e Lipani lo destano dal congelamento e lo trovano reattivo. Per il resto, tanti sorsi di bevande al bar, ovviamente ghiacciate. N.B. Di Gre è corresponsabile con Spalletti dello spostamento del baricentro in avanti, poiché dopo che il mister lo ha visto e rivisto all’opera, ha deciso di far giocare la squadra più lontano possibile dal proprio portiere…
KALULU 6,5 Da suo cross teso e molto forte dalla destra, Muharemovic sorprende il suo portiere Muric nel più classico degli autogoal. E’ il 16° e la gara si mette in discesa. Pierre comunque gioca una signora partita annullando Laurienté, brutto cliente, e costringendo Koné a rincorrerlo fino a fondo campo dalla sua parte. Ormai Kalulu è inamovibile.
BREMER 6,5 Qualcuno ha notizie di Pinamonti? Ennesimo scalpo catturato tra le punte centrali del campionato. Esce anche qualche volta palla al piede, tanto per non annoiarsi.
KOOPMEINERS 6 Se la cava da centrale aggiunto, anche se qua e là si produce in passaggetti corti e rilanci imprecisi. Solo il fatto che però si presti a ricoprire ruoli non suoi per il bene della causa, gli fa meritate una giusta sufficienza.
CAMBIASO 6,5 Quarto di difesa, senza la licenza di strafare. Si limita a perlustrare la fascia sinistra, non disdegnando di buttare in area traversoni, noto troppo alti però per Muric, alto 2 metri. Non fa danni e gioca con semplicità, che é meglio. (CABAL S.V. Tanto per correre un poco e riscaldarsi, ai titoli di coda)
LOCATELLI 7 Anche qualcosa di più. Sbaglia un solo cambio di gioco nella prima frazione. Nella seconda, non sbaglia nulla. Arriva a smarcare Yildiz con un colpo di testa in tuffo, anticipando un avversario, che altro dire… Per 93 minuti alimenta l’azione in avanti e spazzolando palloni pericolosi dietro. E’ in una condizione di grazia e la squadra gira che è un piacere.
THURAM 6 Meglio di altre recenti volte. Sta riprendendo la corsa che lo contraddistingue, anche se il massimo della fluidità ha ancora da venire. Si rende utile comunque e va vicino alla rete in diagonale, ma Muric devia in corner.
McKENNIE 6,5 Si posiziona sulle zolle che solitamente calpesta Chico, interpretando il ruolo a modo suo, con tanta attenzione all’equilibrio tattico e andando a perforare la difesa emiliana con movenze da assaltatore. E’ il giocatore che permette a Miretti la libertà di spaziare, data la grande capacità di filtrare. (JOAO MARIO S.V. Poco o nulla a giochi fatti)
MIRETTI 7,5 Migliore della Juve per distacco. Da subito pare inserito nel tessuto tattico e dalla prima giocata in avanti si ha la netta sensazione che sia in serata. Se nel 1° tempo si produce soprattutto nello sfruttamento degli spazi liberi, concedendo palloni in profondità mai banali, è nella ripresa che il buon Fabio si erge protagonista. Ringrazia l’assist di David che lo proietta verso la porta nero-verde ed esegue un tiro che è una sentenza, raddoppiando e togliendo quel minimo di patema latente dopo un primo tempo strardominato ma col risultato ancora in bilico. Passaggi esatti e nel traffico, valori aggiunti che fanno classifica. (ZHEGROVA S.V. Entra al 91°...)
YILDIZ 6,5 Resta a bocca asciutta in fatto di reti, ma la sua azione atta a demolire la difesa non si arresta per tutto l’incontro. Prova e riprova a perforare la difesa avversaria, ma il duello con Muric viene vinto dall’estremo difendente (Muric, nomen omen). (ADZIC S.V. Per tirare verso la fine della partita)
DAVID 7 In 2 minuti, dal 62° al 64°, David torna finalmente “a riveder le stelle” (cit. Dante Alighieri). Prima con un tocco millimetrico per Miretti che va a segnare e poi, approfittando di una sciocchezza di Idzes, si impadronisce della sfera, salta il portiere e deposita in rete la palla a porta vuota. Non ancora appagato, continua a dialogare con i compagni senza mai sbagliare. Va per la cronaca ricordata una goffa corsa verso la fine del 1° tempo che fa abortire una ripartenza che promette bene, ma non è un fulmine di guerra e si sa. (OPENDA S.V. Cambio per far gustare una standing ovation a David da parte dei tifosi che sembrano volergli molto bene)
SPALLETTI 7 Diamo a Cesare quel che è di Cesare: il mister sta vincendo una battaglia per niente scontata e che per lo scrivano all’opera pareva impossibile: vale a dire ha convinto una banda di pavidi e privi di autostima a risalire di 40 metri il campo di gioco e restarci per tutto il tempo. La vittoria di Reggio Emilia è figlia della convinzione che “fare la partita” non è un esercizio sterile, ma una precisa e concreta scelta per centrare i risultati. Schiera la squadra come contro il Lecce, ma a differenza di sabato scorso, puntella il centrocampo con un...centrocampista in più. Miretti fa rendere la manovra sia in proiezione, sia in contenimento e il duo Thuram/Locatelli non è esposto ai quattro venti. Alla prova dei fatti, più che in un 4 – 2 – 3 – 1, la Juventus sembra schierarsi in un 4 – 4 – 2 molto più tetragono. Di fatto il Sassuolo, compagine che occupa il decimo posto in classifica e che quindi tanto da buttare non è, non ci capisce nulla. La gara dei padroni di casa è un continuo e spesso inutile rincorrere gli avversari, con un dispendio di energie enorme. Pare di assistere ad una partita della Juventus, quella vera, quella che da sempre è “la Juventus”. A Reggio Emilia non si vede finalmente quello strano surrogato che ci è stato servito troppe volte. Il livello della rosa non è eccellente, ma con un po’ di gioco e tanta fede in ciò che si fa, dire la nostra non sarà impossibile. Detta così, già mi sembra una cosa incredibile…
Marco Edoardo SANFELICI
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