Spalletti tra frecciata e verità: il messaggio a Conte e al Napoli è chiarissimo

Spalletti tra frecciata e verità: il messaggio a Conte e al Napoli è chiarissimoTUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 23:20Primo piano
di Nerino Stravato

La risposta di Luciano Spalletti alle parole di Antonio Conte va letta andando oltre la superficie. La domanda, posta in conferenza stampa, nasceva infatti dalle recenti dichiarazioni dell’allenatore del Napoli, che aveva sottolineato come la sua squadra fosse oggi inferiore — sia dal punto di vista tecnico che strutturale — rispetto a Inter, Milan e Juventus. Un modo, quello di Conte, per abbassare la pressione e allontanare l’etichetta di favorita nella lotta ai vertici.

Spalletti ha colto l’assist, rispondendo in maniera tutt’altro che neutra. E lo ha fatto ribaltando il concetto alla base di quelle parole. Dal punto di vista tecnico, il messaggio è stato immediato: la sua Juventus non si sente inferiore a nessuno. Non alle dirette concorrenti, non a chi viene indicato come più attrezzato, non a chi prova a spostare il peso delle aspettative. È una presa di posizione forte, che parla prima di tutto allo spogliatoio, chiamato a sentirsi all’altezza di qualsiasi confronto.

​Ma è nella seconda parte della risposta che emerge il lato più pungente. Quando il discorso si sposta sul piano strutturale, Spalletti utilizza l’ironia per marcare una distanza netta tra due realtà. Il riferimento alla “barriera che si muove” che ha trovato alla Continassa, rispetto a quella classica statica per simulare i calci di punizione che aveva a Castel Volturno non è casuale: è il simbolo di un contesto moderno, organizzato, tecnologicamente avanzato, come quello trovato alla Juventus. Uno stadio di proprietà all’avanguardia, un centro sportivo integrato, l’hotel, una continuità logistica e progettuale che rende l’ambiente funzionale al lavoro quotidiano.

​Il confronto implicito con Napoli è inevitabile. Castel Volturno resta una struttura lontana dalla città di Napoli, separata dal cuore pulsante del club e distante, per concezione e centralità, dal modello rappresentato dall’area dello Stadium a Torino, che è diventata parte integrante dell’identità bianconera. Anche lo stadio, pur rinnovato in alcune parti, continua a mostrare limiti evidenti rispetto ai principali impianti europei.

​In questo senso, la risposta di Spalletti assume anche il valore di una replica alle giustificazioni di Conte. Dove uno sottolinea le difficoltà per non passare da favorito, l’altro rivendica forza, contesto e ambizione. Non c’è voglia di nascondersi, né di ridimensionare gli obiettivi: questa Juventus, nella visione del suo allenatore, deve sentirsi pronta a competere sempre, senza appigli esterni.

​È una dichiarazione che serve a caricare l’ambiente e a definire una linea chiara: se la Juventus deve soffrire, lo farà sul campo; se deve vincere, dovrà farlo assumendosi responsabilità. Ma senza mai accettare l’idea di partire un gradino sotto agli altri. Spalletti, ancora una volta, manda un messaggio diretto: qui non si cercano alibi, si costruisce convinzione.