Un anno dopo Como: Lloyd Kelly, da oggetto misterioso a pilastro della Juventus

Un anno dopo Como: Lloyd Kelly, da oggetto misterioso a pilastro della JuventusTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

È passato esattamente un anno dall’esordio in maglia bianconera di Lloyd Kelly, datato 7 febbraio a Como, nella vittoria per 2-1 della Juventus allora guidata da Thiago Motta. Un debutto particolare, arrivato da terzino sinistro, in un ruolo non suo, e senza lasciare un’impressione memorabile. Per buona parte del finale di quella stagione Kelly è rimasto un vero e proprio oggetto misterioso, con prestazioni non esaltanti che avevano alimentato dubbi e perplessità tra tifosi e addetti ai lavori.

La svolta è arrivata con il cambio in panchina. Prima l’approccio più diretto e fisico di Igor Tudor, poi soprattutto l’arrivo di Luciano Spalletti, hanno trasformato il centrale inglese di origini giamaicane in un giocatore fondamentale per la nuova Juventus. Oggi Kelly è un punto fermo del reparto difensivo e, in coppia con Bremer, forma una difesa solida che ha dato garanzie importanti in termini di continuità e affidabilità.

Fa eccezione l’ultima uscita di Coppa contro l’Atalanta, persa per 3-0, un risultato pesante che però non racconta fino in fondo l’andamento della gara. Al netto del punteggio, la Juve è apparsa anche sfortunata, punita nelle poche occasioni concesse in contropiede e poco lucida sotto porta, con diverse occasioni sprecate che avrebbero potuto cambiare il volto del match.

La crescita di Kelly, però, resta indiscutibile. Il centrale inglese è migliorato soprattutto negli aspetti che inizialmente sembravano più critici: anticipo e gioco aereo. Con il passare dei mesi ha preso fiducia, personalità e sicurezza nei propri mezzi, diventando un difensore capace di difendere a campo aperto, di tenere la linea alta e di leggere le situazioni con grande anticipo.

A tutto questo si aggiunge un buon piede, qualità preziosa nel calcio moderno, che gli consente sia di sganciarsi in fase offensiva sia di impostare l’azione con pulizia da dietro. Una caratteristica che lo rende perfettamente funzionale alle idee di Spalletti e alla costruzione di una squadra più coraggiosa e dominante.

A confermare ulteriormente la crescita esponenziale di Lloyd Kelly sono arrivate anche le parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa. Interrogato sulle potenzialità del difensore e sulla sua evoluzione, il tecnico bianconero non ha nascosto l’ammirazione, definendolo un giocatore fortissimo. Spalletti ha sottolineato come Kelly possa migliorare ancora nell’utilizzo del piede destro, ma allo stesso tempo ha esaltato il suo sinistro fenomenale, arrivando a parlare di una vera e propria castagna, tale da poterlo rendere una soluzione anche sui calci di punizione da lontano. Un attestato di stima importante, che certifica quanto Kelly sia ormai considerato non solo un pilastro difensivo, ma una risorsa tecnica completa e potenzialmente decisiva per la Juventus.

Da potenziale motivo di critica per l’allora direttore sportivo Giuntoli, che lo acquistò per circa 18 milioni cedendo quasi allo stesso prezzo Huijsen al Bournemouth, prima del suo trasferimento record al Real Madrid, Lloyd Kelly si è preso una rivincita netta sul campo. Oggi quell’investimento, al netto degli errori di mercato, sta dimostrando di essere stato un ottimo acquisto.

A dodici mesi dall’esordio di Como, Kelly non è più una scommessa: è una certezza difensiva su cui la Juventus può costruire il presente e il futuro, con l’ambizione di tornare una squadra che subisce poco e che fa di nuovo paura agli avversari.