Bremer a Sky: «Non posso prendere in braccio tutti. C'è chi si nasconde quando le cose vanno male»

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Ieri alle 23:58Altre notizie
di Nerino Stravato

La Juventus cade 0-3 contro la Lazio e Gleison Bremer ci mette la faccia nel postpartita ai microfoni di Sky Sport. Il difensore brasiliano, intervenuto da capitano, ha riconosciuto la brutta prestazione della squadra, chiedendo una reazione immediata e soffermandosi soprattutto sulla mancanza di personalità mostrata in campo.

«Abbiamo fatto una brutta partita e stiamo un po' male, come è normale che sia dopo una partita di questa, soprattutto quando indossi una maglia della Juve. Ma dobbiamo pensare subito alla prossima partita, vedere gli errori che abbiamo fatto e ripartire, perché non c'è tempo», ha dichiarato Bremer.

Il difensore ha poi spiegato come la partita sia cambiata dopo i gol della Lazio, sottolineando la necessità di essere più concreti sotto porta: «Noi giochiamo bene, abbiamo giocato bene fino ai gol che hanno fatto loro, abbiamo anche avuto delle opportunità di fare gol. In quella volta ci dà un po' di delusione, perché ti crei, hai l'occasione di fare gol e non fai gol. Ti chiedi: cavolo, dobbiamo concretizzare le occasioni. E loro vengono una volta e fanno gol, dopo cambia tutta la partita. Ma assolutamente quella è una cosa che dobbiamo mettere a posto subito».

«Non posso prendere in braccio tutti»

Nel corso dell'intervista, Giancarlo Marocchi ha sollevato il tema della personalità dei giocatori, chiedendo a Bremer se la squadra riesca davvero a mettere in campo qualcosa di proprio, senza affidarsi soltanto alle indicazioni dell'allenatore.

Il brasiliano ha riconosciuto che la responsabilità ricade innanzitutto su chi scende in campo: «La prima cosa che ha detto ha ragione, ma alla fine chi va in campo siamo noi. Però siamo undici giocatori più quelli cinque che entrano. Quindi non possiamo... io non posso prendere in braccio tutti. Io do una mano, parlo, però ognuno c'ha il suo carattere. Io posso, come ha detto lei, arrivo fino a un certo punto. A un certo punto lì è ognuno, e alla fine è quello».

Bremer ha poi evidenziato come alcuni calciatori riescano a reagire meglio alle difficoltà rispetto ad altri, ammettendo che i fischi e la pressione possono condizionare qualcuno: «C'è chi c'ha più carattere, c'è chi ne ha di meno. Quando si sentono i fischi, magari si nasconde o ha un po' di paura. È normale che abbiamo anche tanti giocatori nuovi, sono arrivati anche giocatori giovani. Quindi, se paragoni alla Juve di qualche anno fa, è diverso. Quindi anche quello pesa. Ma è una cosa che dobbiamo conviverci».

Alla domanda se ritenesse di avere personalità e se vedesse invece alcuni compagni in difficoltà sotto questo aspetto, il difensore ha chiarito di non voler puntare il dito contro nessuno: «Sì, sì, l'ho detto questo, però non è che sto puntando il dito ai ragazzi, però ognuno ha il suo carattere. C'è quello che magari quando le cose vanno male esce fuori, c'è quello che un po' si nasconde o ha un po' di timore. È normale, ognuno è diverso».

Le parole di Gleison Bremer fotografano il momento difficile della Juventus dopo il pesante 0-3 contro la Lazio. Il difensore richiama tutto il gruppo alle proprie responsabilità: servirà correggere gli errori, ma anche ritrovare personalità e capacità di reagire nei momenti complicati.