Cobolli Gigli: "Nonostante l'uomo in meno, la Juve se l'è giocata alla pari con l'Inter"
A tornare su quanto accaduto in Inter-Juve è stato l'ex presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli, che a Tuttomercatoweb ha detto: "Qualcuno ha detto che l'Inter avrebbe vinto lo stesso anche senza l'espulsione di Kalulu, ma il campo ha detto altro: la Juventus se l'è giocata alla pari anche in dieci, perdendo soltanto all'ultimo per il tiro di Zielinski. Anche per la partita di sabato da tifoso non ho nulla per cui rammaricarmi".
E sul caso Bastoni-Kalulu ha ammesso: "Ha sbagliato il giocatore, Bastoni, in maniera notevole. L'arbitro ha visto quello che ha visto, il VAR non poteva aiutarlo - e questo è un'altro problema -, ma l'errore è stato fatto dal giocatore. Uno che ha fatto belle cose in carriera e che gioca in Nazionale, ma che sabato ha fatto una cosa spiacevole. Con tanto di risata di gioia per essere riuscito sostanzialmente a fregare il povero Kalulu. Credo che sia importante allargare l'intervento del VAR ad alcune situazioni complicate da capire per l'arbitro. Perché queste cose nuocciono. Sabato alla Juventus, in passato ad altre squadre, c'è stato un errore clamoroso".
Poi ha commentato l'intervento duro di Chiellini e Comolli: "A parte che Comolli se imparasse a parlare l'italiano sarebbe tanto di guadagnato. È l'amministratore delegato di una società italiana. Quando io ero alla Juventus l'a.d. era Blanc. Arrivato che non parlava una parola d'italiano, lo parlava dopo 15 giorni. Detto questo: condivido il contenuto, sul quale dico che si è espresso Chiellini, visto che Comolli ha detto quattro parole. Sono però preoccupato di quello che è successo nel tunnel degli spogliatoi e di quello che potrebbe riportare l'arbitro nel referto, spero non porti a delle squalifiche o altro". Infine sulle parole di Marotta, che ha risposto ricordando la simulazione di Cuadrado: "Ho grande stima di Marotta e mi è dispiaciuto moltissimo quando ha lasciato la Juventus, ma non mi sono piaciute le sue parole di oggi, avrebbe potuto essere più chiaro nel riconoscere che il giocatore aveva sbagliato. È giusto che ognuno dica quello che vuole".
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