La differenza tra calciatore forte e campione secondo Spalletti
Sarà un'altra notte di riflessioni, e per Spalletti anche insonne, in casa Juventus. Una vittoria sarebbe stata boccata d'ossigeno per cancellare, almeno in parte, il retrogusto insopportabile della sconfitta rimediata contro la Lazio. Una notte di riflessioni generali, a partire dalle parole dell'amministratore delegato, Giovanni Carnevali, che ha spiegato il motivo del mancato cambiamento sulla panchina: "Credo che la continuità sia la strada migliore, la recente storia della Juventus dimostra che cambiare così tanto non è servito, anzi, ti porti dietro anche il costo (nel senso assoluto del termine) delle scelte e noi abbiamo a che fare con un Settlement Agreement da rispettare che ti limita già sul mercato. Ci vuole pazienza. E poi credo che Spalletti sappia quello che deve fare. Cambiare in continuazione non serve".
Giornata di riflessione però anche sul mercato fatto. Kolo Muani continua ad essere la grande delusione, anche nella gara contro il Rennes è stato forse il peggiore in campo in senso assoluto: impreciso, mai uno spunto, mai una scelta giusta zero pericoli verso la porta avversaria. Eppure anche il suo costo è stato impegnativo: investimento sbagliato? Non lo diranno mai, ma cominciano a pensarlo. E forse anche lo stesso Spalletti che, non a caso, comincia con la coppia Kolo Muani-Waltemade e finisce con il solo tedesco in campo, peraltro tra i migliori in campo. E non solo per il rigore messo a segno. La conferma che la qualità deve salire arriva diretta anche dalle parole del tecnico di Certaldo a fine gara: "Bisogna colmare quel pezzettino in più per ambire a risultati continuativi. Il primo gol si può evitare, il secondo gol si va a fare calcio d'angolo. Il risultato è frutto di scelte individuali per delle banalità. Questo fa la differenza tra il giocatore forte e il campione, che è quello che anticipa tutto. Contano gli occhi e la testa, dopo c'è il gesto tecnico. Messi, quello che sta succedendo, ce l'ha già chiaro prima che gli arrivi la palla. Per tutti i calciatori forti il gesto viene secondariamente alla conoscenza anticipata".
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