GdS: "Juve, 109 milioni ai margini: grandi attese, resa minima"
109 milioni di euro: abbastanza per cambiare un destino, per costruire un’identità, per accendere un progetto. E invece, oggi, quella somma racconta una storia diversa. Una storia di panchine, scelte mancate e interrogativi che pesano come macigni. E' questo quanto riporta oggi la Gazzetta dello Sport. Tra la fine di agosto 2024 e l’inizio di settembre 2025, la Juventus ha investito quel capitale per portare a Torino Teun Koopmeiners, Edon Zhegrova e Lois Openda. Tre nomi da copertina, tre colpi pensati per alzare il livello tecnico e competitivo della squadra. Almeno sulla carta.
La realtà, però, è più ruvida. E anche più crudele. Nell’ultima sfida di Coppa Italia contro l’Atalanta, tutti e tre sono partiti dalla panchina. Non una scelta episodica, ma il riflesso di una gestione che li vede oggi ai margini delle rotazioni, lontani dal cuore del progetto. Il bilancio è impietoso: 109 milioni di euro che producono pochissimi dividendi. Un investimento che non ha inciso sul presente e che apre riflessioni profonde sul futuro. Strategie di mercato, compatibilità tattica, scelte tecniche: tutto finisce sotto la lente.
Perché nel calcio il tempo è denaro, ma anche il contrario è vero. E quando una cifra così imponente resta seduta in panchina, non è solo una questione di rendimento: è un problema di visione.
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