Gozi: "La Juve vuole davvero tornare a essere la Juve? Serve stabilità ora"

Gozi: "La Juve vuole davvero tornare a essere la Juve? Serve stabilità ora"TUTTOmercatoWEB.com
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di Daniele Petroselli

L'eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico europeo ed ex sottosegretario agli Affari europei dei governi Renzi e Gentiloni, nonché grande tifoso bianconero, Sandro Gozi, ha parlato della Juve: "Non credo che serva l’ennesima rivoluzione. Da tifoso, penso che uno dei problemi degli ultimi anni sia stato proprio quello di ricominciare continuamente da zero. Una società come questa deve avere la capacità di correggere gli errori senza demolire ogni volta tutto il progetto. Per questo penso sia giusto andare avanti con questa dirigenza, naturalmente pretendendo però autocritica e risultati. Continuità, però, non significa accettare tempi lunghi o abbassare le ambizioni. La Juventus ha bisogno di stabilità, ma anche della capacità di accelerare rapidamente il ritorno al vertice".

E su Damien Comolli ha ammesso: "Ha un background importante, è stato uno degli allievi di Arsène Wenger e ha lavorato bene in un calcio competitivo e moderno come quello della Premier League. Le competenze ci sono. Poi è evidente che alcune scelte abbiano deluso. Penso ad alcuni obiettivi di mercato sfumati o anche a profili che personalmente mi convincevano molto, come Zhegrova ai tempi del Lille. Però non credo che questo basti per azzerare tutto ancora una volta. La Juventus ha bisogno soprattutto di visione, identità e della capacità, da parte della dirigenza, di riconoscere rapidamente gli errori fatti e correggerli".

E ha aggiunto sul futuro: "Da tifoso, la domanda che mi faccio è molto semplice: la Juventus vuole davvero tornare a essere la Juventus? Perché la Juve, storicamente, è quella società per cui conta una cosa sola: vincere. Non partecipare, non aspettare, non accontentarsi. Io capisco la necessità di costruire un progetto, ma sinceramente credo che la pazienza non sia una categoria juventina. La Juve non può avere tempi lunghi. Deve accelerare più degli altri, deve tornare a vincere prima degli altri, perché la sua storia, il suo livello e i suoi tifosi, che trovi in tutto il mondo, impongono questo. Il punto allora è capire quale sia davvero l’obiettivo del progetto iniziato lo scorso anno: consolidarsi nella seconda fascia del calcio europeo oppure tornare stabilmente nell’élite? Per me la Juventus deve stare nel gruppo delle grandissime, accanto a Paris Saint-Germain, Arsenal F.C., FC Bayern Munich e FC Barcelona. Non può considerare normale lottare per il quarto posto e gravitare attorno all’Europa League. Ecco perché, da tifoso, vorrei capire con chiarezza qual è l’ambizione reale. Se il progetto comincia con la P di “pazienza”, allora temo sia incompatibile con ciò che la Juventus è stata e deve tornare a essere".