Carnevali l'uomo giusto. Ora zero allibi per Spalletti e la squadra

Carnevali l'uomo giusto. Ora zero allibi per Spalletti e la squadraTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:16Editoriale
di Vincenzo Marangio

Ancora una volta l'estate bianconera partirà con una mini rivoluzione. Saltato Comolli (e a breve Modesto) e scoccata l'ora di Giovanni Carnevali, la Juventus si prepara all'ennesima ricostruzione dalle fondamenta per ridare progettutalità e credibilità alla sua storia. Da tanto, troppo, tempo il club non soltanto non riesce a vincere trofei ma è lontano da qualsiasi obiettivo e, la passata stagione ha mancato persino il minimo sindacale: un posto nella prossima Champions League. Tutto questo nonostante l'arrivo di un allenatore come Spalletti al posto di Tudor e nonostante a tre partite dal termine il destino fosse nelle proprie mani. Nulla, buttato tutto via. Con un pareggio interno con il retrocesso Verona e addirittura una sconfitta contro la Fiorentina già salva. Un vero e proprio disastro a cui non si poteva non mettere mano. 

Stavolta a pagare è stato Comolli, al suo posto uno tra i dirigenti più preparati, che conosce molto bene la realtà italiana, conosce il mondo Juve avendoci avuto a che fare in maniera indiretta e che ha il dono della parsimonia e l'abilità di puntare su giocatori dal basso valore economico ma di prospettiva. Uno di questi è proprio, per fare un esempio, Boga. Preso per quattro spiccioli, stravenduto all'Atalanta e ora ripreso per quattro spiccioli dal Nizza. Ma attenzione: credere che Carnevali abbia la bacchetta magica sarebbe folle, i conti del club obbligano alla parsimonia e il mancato raggiungimento di un posto in Champions più tutti i ritorni dai prestiti non aiutano e impongono cessioni prima ancora di acquisti, e spingono, soprattutto, verso un mercato delle idee. In più a Carnevali bisognerà dare il tempo di lavorare con serenità e nel rispetto dei fisiologici tempi di adattamento. Ma, come detto, Carnevali è uno dei dirigenti più preparati in circolazione quindi la fiducia verso di lui sarà massima da parte della proprietà, a questo punto, sotto esame ci finiscono allenatore e squadra.

Spalletti non è esente da colpe per il mancato raggiugimento dell'obiettivo Champions, se arrivi con la squadra al sesto posto e la lasci nella medesima posizione hai delle responsabilità. Se a tre giornate dal termine avevi la Champions in mano e la butti via pareggiando in casa con il Verona e perdendo contro la Fiorentina (senza contare i tanti passi falsi fatti prima e il derby inutile dell'ultima giornata) devi ammettere le colpe e se non lo fai è giusto che ti vengano date. Dopodiché, però, ci sono degli alibi che si chiamano rosa

Questa squadra è stata fin troppo protetta. Quando c'era Allegri, lui era il primo parafulmine di tutti, sembrava che bastasse cambiare allenatore per trasformare il rendimento di tutti. Poi arriva Thiago Motta, ed era il presuntuoso (vero) contro cui remare anche a costo di far male alla Juventus. Poi arriva Tudor ed è un altro capro espiatorio per la sua scarsa esperienza. Poi arriva Spalletti, e siccome non lo si può far passare per il terzo tonto di passaggio, ecco che quello non adatto è Comolli. La verità è che hanno sbagliato tutti, ma i primi a non essere da Juve sono quelli che l'hanno rappresentata in campo in questi ultimi anni. Quindi ora, per quanto mi riguarda, chi è sotto esame sono per primi i giocatori e poi l'allenatore: proprietà e dirigenza meritano fiducia e il giusto tempo.