Carnevali e la missione di mettere assieme una Juventus dallo spirito Samurai..

Carnevali e la missione di mettere assieme una Juventus dallo spirito Samurai..
Oggi alle 00:01Editoriale
di Alessandro Santarelli

Sto seguendo poco il mondiale “made in Infantino” che il miglior Fantozzi definirebbe come la Corazzata Potenkin, una caga…pazzesca, ma una cosa voglio prendere e suggerire al nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali, costruire una squadra con lo spirito dei Samurai Giapponesi che nella gara di esordio hanno fermato l’Olanda. Pochi campioni, ma grande senso di identità, voglia di sacrificio e ricerca spasmodica del successo, oltre ad una innata voglia di non “ morire mai”. Proviamo a fare un esercizio mentale, quanto “ giapponesi” ci sono nell’attuale rosa della Juve? A memoria neppure uno, e questo alla fine ha inciso sul pessimo risultato finale.

Il lavoro che attende Giovanni Carnevali non è facile e sapete perché? Perché vendere con l’esigenza di farlo sarà la cosa più difficile che gli potesse capitare. Molte società chiederanno solo in prestito i nostri ma la cassa langue e almeno 50/ 60 milioni dovranno entrare. Anche qui cari amici, provate voi a vendere oggi David, Koopmeiners, Openda, Cabal, Di Gregorio e compagnia bella, roba che neppure la Wanna Marchi dei tempi migliori sarebbe riuscita a mettere assieme ad un favoloso scioglipancia.

Il mondiale al momento non sta aiutando, e se da un lato questo ci lascia un sollievo, pensate se si fossero tutti trasformati in Superman, dall’atro rende più oneroso il lavoro della società chiamata a migliorare la squadra facendo tornare i conti. Vogliamo vedere il lato positivo della storia? Senza questo sciagurato sesto posto, oggi forse la Juve sarebbe ancora nelle fragili e traballanti mani di Comolli, le cui capacità le abbiamo viste anche in questi pochi giorni di giugno quando non è riuscito a combinare niente su vari fronti nonostante le 20 ore di lavoro al giorno come ci ha ricordato la sua Signora.

Non illudiamoci, Carnevali non troverà tappeti rossi, non avrà vita facile e soprattutto non avrà portafogli pieni, anzi, dovrà fare di necessità virtu’, cosi come  Spalletti che non potrà vedere esauriti tutti i suoi desiderata. Ma questo oggi la Juve si può permettere ed anzi, in mezzo ad una marea di errori nella scelta dei dirigenti, va riconosciuto a Elkann la voglia di riprovarci azzerando nuovamente , questa volta nel giro di appena sette mesi, il vertice aziendale. Il nuovo futuro è cominciato, tornerà anche la vecchia Juventus?