Juve, attenta ai facili trionfalismi dopo appena due vittorie
Tutto sembra procedere per il verso giusto: la Juve trova la seconda vittoria consecutiva in campionato, assente da marzo, e organizza un'amichevole per testare le condizioni di Chiesa, a nove mesi dall'infortunio. La ruota sembra quindi riprendere, lentamente, il suo giro normale dopo tutti i problemi e i tentativi di limitarli. Quantomeno quelli legati all'aspetto fisico e non ad altri fattori altrettanto destabilizzanti. Nella settimana del derby, oltre al successo, anche l'esito positivo, per Chiesa, nei test senza palla. E il sorriso ritrovato dallo stesso giocatore dopo settimane di alti e bassi per un ginocchio con poche certezze di stabilità dopo il rigonfiamento in estate. Il lavoro e la dedizione del centrocampista hanno fatto la differenza e riportato serenità nell'ambiente a tal punto da ipotizzare una sua prima convocazione, seppur simbolica, con l'Empoli. Tempistiche troppo “creative”, secondo Allegri, per Chiesa e per Pogba molto più indietro, ma anche con un problema di più facile soluzione per ritrovare la condizione giusta. Sta di fatto che Chiesa ha giocato 45 minuti e ritrovato anche il gol, la migliore medicina per ogni malessere.
Paredes – Il giro della ruota aveva già rallentato con l'infortunio di Bremer e il dosaggio degli altri a rischio. Ad inizio campionato sembrava Milik il più “critico” e invece, al momento, tutto è funzionato liscio con le dovute accortezze di utilizzo. Diverso l'esito con Paredes, in netto ritardo di condizione dal suo arrivo in bianconero. Gestito e autogestitosi col contagocce e fatto il tagliando con l'Empoli, sembrava poter riprendersi il posto da titolare nel match verità di Lisbona. E invece, anche per lui, l'ennesimo pedaggio che lo bloccherà per una decina di giorni. La domanda nasce spontanea. Ma tutti questi infortuni, ricadute, precauzioni sono davvero tutte da attribuire alle responsabilità dell'allenatore e del suo staff? A maggior ragione quelle dei nuovi arrivati con vista sul mondiale? Lo comprenderemo meglio proprio durante la competizione che tutti vogliono giocare a qualsiasi costo.
Benfica – Sta di fatto, però, che alla partita più importante la Juventus ci arriva con una buona fetta di fiducia ritrovata - senza eccessiva illusione - e con la sostanza degli acquisti estivi fuori uso: Bremer, Paredes, Pogba e Di Maria. Nel calcio nulla è impossibile, ma senza il meglio diventa davvero complicato. Vista la classifica non basterà un pareggio. E non è neppure chiaro se converrà o meno qualificarsi per un posto in Europa League. Non si tratta di ambizione, ma di riflessioni da fare su una stagione che, dopo il mondiale, sarà ancora tutta in salita. E che per scalarla avrà bisogno di muscoli freschi e allenati. E l'Europa League, proprio quest'anno sarebbe un problema in più. O in meno, a patto di vincerla. Con lo stesso sogno, però, di tutte quelle squadre che scivoleranno dal terzo posto e cercheranno di rimediare ad una stagione da salvare in qualche modo. Ma con quei problemi ad oggi irrisolvibili in teoria, figuriamoci in pratica.
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