La Juventus rinuncia all'ultimo ricorso per Calciopoli ma la vera sconfitta arrivò nel 2006

La Juventus rinuncia all'ultimo ricorso per Calciopoli ma la vera sconfitta arrivò nel 2006TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 25 ottobre 2023, 10:30Editoriale
di Vincenzo Marangio

Neanche il tempo di festeggiare e godersi la vittoria contro il Milan, che rilancia le ambizioni della Juventus e spegne per qualche giorno le polemiche su Allegri, che i tifosi della Juventus devono fare i conti con la riapertura di una vecchia ferita destinata a non guarire mai. Calciopoli 2006. Dopo 17 anni la Juventus rinuncia ad andare avanti con i ricorsi, rinunciando al Consiglio di Stato, e lasciando la palla a Moggi e Giraudo  che ricorreranno alla (CEDU) Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Ma, per quanto riguarda il ricorso Juventus-Calciopoli è game over. Una ferita che resterà per sempre aperta e mai si rimarginerà. 

Il mondo juventino sposta la sua divisione da AllegriIn e AllegriOut a quella tra chi comprende le scelte societarie in merito e chi la condanna con sentenza morale definitiva. Ma la domanda più giusta da porsi è: quando la Juventus ha perso la sua battaglia per ottenere giustizia in merito alla scandalosa condanna di Calciopoli che colpì esclusivamente i bianconeri, salvando il calcio italiano e premiando l'Inter con uno scudetto conquistato ampiamente e meritatamente sul campo dalla Juventus di Fabio Capello. Una sentenza scandalosa che faceva da subito acqua da tutte le parti e che poi si rivelò ingiusta davanti ai reati contestati anche al club nerazzurro che però andarono in prescrizione. Fu in quell'anno, accettando la Serie B senza combattere e lasciando Moggi, Giraudo e Bettega da soli che la Juventus perse. I ricorsi portati avanti dall'ostinazione e l'amore di Andrea Agnelli fino ad oggi sono stati vanificati da una giustizia che non ha mai preso in considerazione di riaprire quella scandalosa condanna, non ha mai riesaminato realmente e a fondo il caso. La sete di giustizia di Andrea Agnelli è stata encomiabile, un vero atto di amore e orgoglio bianconero che non ha avuto seguito ora con il cugino John Elkann.

John è l'uomo arrivato per sistemare i conti con il passato, anche a costo di farlo con un colpo di spugna, passando sui sentimenti dei tifosi ma seguendo una linea di condotta morale tipica dell'imprenditore che si fa guidare solo dalla testa per proteggere i propri interessi. Ci sono diverse forme di amore, quella di Elkann è di natura affaristica, segue una logica lontana da quella del cuore. Ma non è ora che la Juventus ha perso l'occasione di ottenere giustizia in merito a Calciopoli, la sconfitta è quella del 2006. Oggi l'amministratore delegato di Exor, dopo aver iniettato altro capitale nella Juventus, ha deciso di non andare a sbattere ancora contro il muro, chiudendo definitivamente i conti con il passato per ricostruire il futuro. Come succede sempre negli affari, saranno i risultati a dire se ha avuto ragione.